Jovanotti, l'ascolto di "Lorenzo 2015 cc"

Jovanotti, l'ascolto di "Lorenzo 2015 cc"

Un giro su una moto di grossa cilindrata: la metafora è per certi versi scontata, ed è offerta dallo stesso titolo di “Lorenzo 2015 cc”, dalla sua immagine con la protezione da motociclista.
Il primo ascolto del disco è come stare seduti dietro a Lorenzo che guida la moto, passando a tutta velocità per le piste del mondiale, prendendo salti da motocross, rallentando per godersi i paesaggi come in una scampagnata sulle colline della provincia, vagando tra le dune della Parigi-Dakar o le strade rettilinee di un coast-to-coast. Tutto in 30 canzoni, o in 18 se preferite la “versione corta” dell’album.

E’ un album rock ’n’ roll, come dice Lorenzo. Non nei suoni: il rock Lorenzo lo sa pure fare, e lo fa anche in questo album, a ripetizione. Ma nell’approccio diretto di tutte le canzoni, che arrivano subito in faccia, pur nascondendo (ma non troppo) sfumature, coloriture, suoni che non ti aspetti. 
Non è un caso che i veri protagonisti sonori dell’album siano la batteria (Lorenzo è andato a cercare i batteristi in ogni luogo: nella band di Jack White, come Daru Jones, tra vecchie conoscenze jazz-rock come Omar Hakim, tra fenomeni come Mark Guiliana) e la chitarra, a cui si uniscono elettronica, fiati, archi, strumenti inusuali. Un album diretto nella voglia di raccontare storie: Lorenzo fa il narratore, osserva spesso dall’esterno più che parlare in prima persona.
Un disco omogeneo nella sua disomogeneità, che riesce ad essere contemporaneamente immediato e stratitificato, che richiederà molti altri ascolti per essere compreso davvero. Ecco una piccola guida all’ascolto e le prime impressioni, canzone per canzone. Qua il resoconto della presentazione, che si è svolta stamattina.

(Gianni Sibilla)

 

"Lorenzo 2015 CC" è stato inciso con Saturnino, Riccardo Onori, Frank Santarnecchi, Christian Rigano, Marco Tamburini. Molti gli ospiti: Bombino. Manu Dibango, Antibalas, Sinkane, Daru Jones, Omar Hakim, Money Mark, Mark Guiliana, Vasco Brondi, Zibba. L’album è stato prodotto da Michele Canova Iorfida con Jovanotti, registrato tra Milano, Cortona, New York, Hollywood, Santa Monica e Cortona da Pino “Pinaxa” Pischetola, Michele Canova Iorfida, Leo “Fresco” Beccafichi, John Horne, Patrizio “Pat” Simonini, Tibo Javoy, Roberto Baldi. E’  stato mixato da Pino “Pinaxa” Pischetola, Michele Canova Iorfida, da Michael H. Brauer e dada Patrizio “Pat” Simonini.

CD 1
01 "L'alba"

Pezzo immediato, tra elettronica di sottofondo e melodia chiara e riconoscibile, che rimane subito in mente.  “Non si può tornare indietro”, canta Lorenzo, verso la fine della canzone. Il manifesto del disco?

02 “Sabato"
Questa la si conosce abbondantemente. Una canzone trascinante anche senza non decolla mai, suoni e parole con il doppiofondo. E’ cresciuta ancora dalla prima volta che l’abbiamo ascoltata.

03 "Tutto acceso”
Echi disco si uniscono ai tastieroni EDM e a cori che sembrano fatti per lo stadio: un brano fatto per ballare, mettendo assieme ere e generazioni diverse.

04 "Musica" (feat. Manu Dibango)
I tastieroni aprono anche questo brano, segnato dal vocione di Manu Dibango, e dall’incrociarsi di diverse fonti, questa volta non temporali ma geografiche: dai suoni occidentali e dai ritmi africani e dal sax finale, che da solo vale la canzone. “E’ poi c’è questa cosa che mi carica, si chiama musica”: un altro manifesto programmatico (e siamo solo alla quarta canzone).

05 "Le storie vere”
Fin dalle prime note di piano, una ballata classica d’amore, nei suoni e nelle parole.

06 "Ragazza magica”
Sempre una canzone d’amore, più ritmata, chitarra e batteria. Lorenzo riconoscibilissimo: echi di “Bella” e “Sono un ragazzo fortunato”, con citazione di Modugno (“I mille violini suonati dal vento”, che diventano cellulari in cerca di campo).

07 "L'estate addosso”
Un'altra canzone che arriva subito, ma più rock ed elettrica, pur con qualche coloritura elettronica di sottofondo e un giro di banjo all fine. Il testo è stato scritto con Vasco Brondi, alias Le Luci Della Centrale Elettrica, per un film di Gabriele Muccino, che poi è stato rimandato. Il singolo dell’estate?

08 "Gli immortali”
Chitarrona acustica da inno, su cui entra l’elettrica e la batteria. Classic rock, alla maniera di Jovanotti, con coro che ti immagini già nello stadio: “Ora che siamo quiiiiii/Noi siamo gli immortaaaaliiii nanananana”.

09 "Pieno di vita”
Il disco si lascia il rock alle spalle, per una canzone che torna a parlare d’estate, unendo un ritmo contagioso, piano, fiati mariachi, piano e suoni vari.

10 "Il mondo è tuo (stasera)”
Echi di Arcade Fire, nella batteria e nel basso di Saturnino che sostiene il tutto. Sì, Arcade Fire: Lorenzo sa scegliersi le fonti giuste, come sempre. Un’altra canzone che sembra fatta dichiaratamente per gli stadi.

11 "E' la scienza, bellezza!”
Lorenzo dice che ci sono echi Manchester anni ’90, ma si sentono echi anni ’70, con la chitarra iniziale che ricorda “Figli delle stelle”, e poi tornano i tastieroni. Comunque sia, si balla.

12 “L'astronauta"
Piano e voce che inizialmente sembrano arrivare dallo spazio, con incisi alla Battato per la “Space oddity” di Lorenzo.

13 “Libera"
Chitarra elettrica quasi blues, fiati e batteria in controtempo per una dedica alla figlia Teresa.

14 "Il cielo immenso”
Un’altra canzone-canzone, basata su un giro di chitarra acustica, sostenuto dal piano, che si apre in un ritornello-ritornello, per raccontare una storia d’amore.

15 "Caravan story”
Atmosfere gitane, fin dal titolo, dalla tromba iniziale e dalla chitarra, ma con una batteria strana a scurire il tutto. Un’altra storia raccontata da osservatori, con un bel finale giocato sui fiati.

16 "Con uno sguardo”
Ritmi sincopati e fiati a go-go per un r’n’b trascinante.

17 "Perché tu ci sei”
Atmosfere cinematografiche, mandolini, archi e una melodia retrò: una canzone che suona completamente diversa da quanto sentito finora.

18 “Insieme"
La prima parte del viaggio si chiude con una canzone che parte quasi dimessa, per poi aprirsi, e i tastieroni tornano a sostenere il ritornello: “Insieme, in un attimo che dura per sempre”, altro manifesto del Jovanotti-pensiero (ed. 2015), messo in posizione strategica.


CD2
01 "Melagioco" (feat. Antibalas)

Bentornati, si ricomincia: batteria nuovamente in primo piano, fiati, dichiarazioni d’intenti afrobeat e la presentazione degli Antibalas.

02 "Il vento degli innamorati”
Ritmi in levare, un reggae classico che nasconde sotto ritmi giamaicani la malinconia del testo.

03 "Un bene dell'anima"
Batteria davanti, una chitarra e un piano per raccontare l’amicizia: “Ma ti voglio un bene dell’anima, uoooo-oooh, eeee-eeeeh”: Jovanotti al 100%, eppure con una cura dei suoni tutta nuova.

04 "Si alza il vento" (feat. Bombino)
Il vento del desert-rock di Bombino arriva dalle nostre parti e si contamina con tastiere e suoni europei.

05 "Una scintilla”
Suoni cupi, notturni, parole in libertà: la canzone più scura e inquietante dell’album, forse l'unica davvero inquietante. Co-firmata con Zibba.

06 "E non hai visto ancora niente”
Si apre con la chitarra, su cui entra una cassa dritta da EDM, mentre Lorenzo cita il finale di “Blade runner”. Ballabilissima, e appiccicosa (nel senso buono), con quella parola “Eppure” ripetuta quasi all’infinito.

07 "La Bohème”
Puccini in chiave in funk? Lorenzo canta passando dall’inglese all’italiano, senza colpo ferire.

08 "All the people" (feat. Sinkane)
Atmosfere latine, mischiate con l’elettronica, per un’altra canzone che, come la precedente, unisce fonti diverse in maniera imprevedibile.

09 “Fondamentale"
Si torna ad atmosfere più "normali", per quanto possano esserle in un disco come questo : fiati in apertura e protagonisti di quasi tutto il brano, la batteria sempre in evidenza a sostenere una melodia jovanottiana.

10 "Il riparo”
Samba e atmosfere brasiliane, per una canzone che gioca solo con le percussioni, il cavaquinho, un flauto e la voce.

11 “Gravity"
Una canzone quasi esclusivamente per batteria e voce, con tutti gli altri strumenti indietro per buona parte del brano.

12 "7 miliardi”
Si finisce in gloria con un brano rock classico, con i fiati, dagli echi springsteeniani: “E’ sempre questa voglia di vedere di andare dove portano le strade, e là fondo cosa c’è? E là in cima cosa c’è? E vero che c’è un panorama che fa esplodere il cuore in 7 miliardi di pezzi senza dolore?”. Il senso del viaggio, della ricerca - sonora e non -  di questo disco, spiegato in poche parole.

Dall'archivio di Rockol - Lorenzo racconta "Oh, vita!": la videointervista
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