Gino Paoli, 'll pettirosso', la pedofilia, le critiche, la decisione della Procura

Gino Paoli, 'll pettirosso', la pedofilia, le critiche, la decisione della Procura

 

Torna a far parlare di sé una canzone inclusa nell'album "Storie" di Gino Paoli, uscito nel 2009. All'epoca della pubblicazione, una delle canzoni dell'album, intitolata "Il pettirosso", suscitò vive polemiche. La canzone racconta in modo molto delicato un triste episodio di pedofilia, vittima una bambina di undici anni, e ciò che fece discutere all'epoca è che nel testo del brano la bambina "perdona" il vecchio pazzo che l'ha violentata, mentre questi sta morendo.

Qui la canzone:

Gino Paoli fu convocato nel 2009 dalla commissione bicamerale per l'Infanzia, nell'ambito di un'indagine conoscitiva che la commissione stessa stava svolgendo sulla pedopornografia. "Nessuna censura all'artista", concluse la Commissione, raccomandando però attenzione ai "messaggi fuorvianti" sulla pedofilia, anche di un testo di una canzone, che possono "essere molto devastanti. Per il pedofilo non c'è perdono".
L'artista, che aveva spiegato che la canzone parla di "umanità, una parola importante da capire, la scopre solo il bambino, che non ha sovrastrutture", in un'intervista al quotidiano "Avvenire" aveva ulteriormente precisato che la bambina, "davanti al vecchio pazzo che dopo la violenza le muore sotto gli occhi, esercita quella pietas cristiana di cui invece la società nella sua spasmodica ricerca del mostro ha perso traccia".
L'episodio aveva provocato numerosi commenti sul web, alcuni dei quali decisamente critici. Conseguentemente, Gino Paoli aveva depositato alcune querele nei confronti dei responsabili di quei commenti. A distanza di sei anni, la Procura ha proposto l'archiviazione delle querele, "perché la critica su argomenti delicati può essere accesa, basta che non offenda".

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