Sempre più utenti verso lo streaming... e Rapidshare annuncia la chiusura

Dopo 13 anni di attività, giunge al termine la corsa di Rapidshare, una compagnia che - nonostante le traversie legali - ha (insieme ad altre) in qualche modo segnato un'era, quella dei cyberlocker e dei servizi di file hosting mirati al file sharing.
Ora Rapidshare comunica che il 31 marzo cesserà tutte le proprie attività, per cui gli utenti sono invitati a fare dei backup dei file e dei dati eventualmente custoditi nei server per evitare di perderli.

Rapidshare, che ha sede in Svizzera, è stata fondata da Christian Schmid e ha basato il proprio business model sulla convivenza di servizi gratuiti e in abbonamento (coi proventi dei quali si finanziava l'intera operazione).
Le traversie legali si sono sempre risolte a favore di Rapidshare che, comunque, nonostante tutto, è rimasto sempre uno dei bastioni della pirateria - qui, infatti - era sempre possibile trovare musica e film appena usciti, in violazione della legge sul copyright.
Ma ora, complice soprattutto la crescita dell'utenza dei servizi che offrono lo streaming, Rapidshare ha deciso di chiudere i battenti - un trend che, oltretutto, tende a preferire soluzioni legali, piuttosto che i vecchi torrent o cyberlocker vecchia maniera.

 

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