Grammy Awards 2015: il trionfo di Sam Smith, la sorpresa di Beck

Grammy Awards 2015: il trionfo di Sam Smith, la sorpresa di Beck

A parte Tom Petty, che vistosi riconoscere i diritti da coautore su "Stay with me" per la somiglianza a "I won't back down" (puramente accidentale, giura chi l'ha scritta) in queste ultime ore avrà stappato più bottiglie di champagne di Bobby Keys buonamima quella famosa sera del '73 (facendosi una ragione di vedere il suo "Hypnotic eye" battuto da "Morning phase" nella categoria "Best rock album"), difficile immaginare lo stato d'animo di Sam Smith, che questa sera a Los Angeles ha sbaragliato la concorrenza portandosi a casa praticamente quattro tra i premi più importanti previsti dalla "music's biggest night", cioè quelli come "Best New Artist", "Best pop vocal album", "Record of the year", "Song of the year". E' vero, gli americani, solitamente protezionisti in materia di musica, di sbandate per i cugini d'oltreoceano - ciclicamente - ne hanno prese negli anni: benché considerato tra i favoriti, in pochi si sarebbero aspettati in tale risultato da questo londinese classe 1992, che zitto zitto ha bruciato sul traguardo colleghi come Ed Sheeran - che, in platea, a fine serata, non aveva un'espressione delle più rilassate - o come Sia, Meghan Trainor e pure la gloria locale Taylor Swift, che giocando in casa pareva non avere rivali.

E nel caso i Grammy Awards 2015 non dovessero sembrare abbastanza bizzarri, ecco Beck, il cantautore della generazione X, lo slacker che negli anni Novanta portò il lo-fi in classifica con "Loser" e che cantava "Mtv make me wanna smoke crack": diventato quasi istituzionale a sua insaputa, Mr. Hansen ha uccellato con grazia pesi massimi quali Beyoncé, Ed Sheeran e Pharrell Williams vincendo - con "Morning phase" - il titolo nella categoria "Album of the year", e stracciato pure U2, Black Keys e Ryan Adams portandosi a casa la palma nella categoria "Best rock album".

Poi certo non sono mancate le certezze, ma - attenzione - nelle categorie minori, quelle annunciate quasi clandestinamente in una maratona dai toni talvolta demenziali che in tre ore circa premia le categorie minori con ritmi da catena di montaggio: a Eminem, Beyoncé, Jack White, Rosanne Cash e Pharrell (pur consolato dal premio "maggiore" nella categoria "Best solo pop performance" per "Happy") le due/tre statuette fatte pervenire suonano più come una consolazione assegnata da una sorta di manuale Cencelli da serata di gala che impone di non lasciare troppi big a bocca asciutta.

A uscirne sconfitti, dai Grammy Awards 2015, sono le giovani promesse - tra le altre Meghan Trainor, Sia, Iggy Azalea e Haim - che l'hype pre-serata voleva pronte a mettersi in tasca almeno una statuetta, ma che invece torneranno a casa leggere come sono arrivate: polarizzatisi i riconoscimenti tutti su un solo nome - Smith, appunto, per il quale immaginiamo la folla delle grandi occasioni in vista dell'esibizione all'Alcatraz di Milano, il prossimo 9 marzo - e per giunta emergente, per gli altri, di fatto, non c'è stato nulla da fare.

Lo spettacolo televisivo, come da tradizione, ha tenuto fede alla formula ormai consolidatasi negli anni, fatta di premiazioni sommarie e di treni di live set quest'anno insolitamente concentrati nella parte centrale della serata: a parte il gran finale gospel di "Glory" con Beyoncé, Legend e Common, interessanti sono state le esibizioni di senatori come AC/DC, Annie Lennox (che ha oscurato il suo partner Hozier) e Paul Mccartney, schiacciato con la sua chitarra acustica al collo dai due animali da palcoscenico Rihanna e Kanye West. E nonostante il magro bottino, anche Sheeran è stato bravo (anche se, essendo accompagnato da una band composta nientemeno che da John Mayer, Questlove e Herbie Hancock ci saremmo stupiti del contrario): coraggiosa anche Katy Perry, che per una volta ha abbandonato le scenografie sontuose per lasciare che fosse un messaggio (nobile, come la sensibilizzazione sulla piaga della violenza domestica) ad occupare il centro della scena. Per il resto, poco o pochissimo da segnalare: Madonna ha replicato il video di "Living for love" sul palco venendo introdotta dalle giovani Miley Cyrus (vestita, sì) e Nicki Minaj, che l'hanno chiamata "nonna", immaginiamo con tutto il rispetto. E se questo è stato uno dei passaggi più divertenti, immaginatevi gli altri... (Leggi qui la cronaca della serata)

Ecco, di seguito, l'elenco dei vincitori nelle categorie maggiori dei Grammy Awards 2015:

Song of the Year: Sam Smith - "Stay With Me (Darkchild Version)"
Record Of The Year: Sam Smith — “Stay With Me”
Album Of The Year: Beck — “Morning Phase”
Best New Artist: Sam Smith
Best Pop Solo Performance: Pharrell Williams — “Happy”
Best Pop Vocal Album: Sam Smith — “In The Lonely Hour”
Best Rock Album: Beck — “Morning Phase”
Best R&B Performance: Beyoncé ft. Jay Z — “Drunk In Love”
Best Country Album: Miranda Lambert — “Platinum”
Best Pop Duo/Group Performance: A Great Big World con Christina Aguilera, "Say Something"
Best Traditional Pop Vocal Album: Tony Bennett & Lady Gaga - "Cheek To Cheek"
Best Rock Performance: Jack White - "Lazaretto"
Best Rock Song: Paramore - "Ain't It Fun"
Best Alternative Rock Album: St. Vincent - "St. Vincent"
Best Metal Performance: Tenacious D - "The Last In Line"
Best Rap Performance: Kendrick Lamar - "I"
Best Rap/Sung Collaboration: Eminem con Rihanna - "The Monster"
Best Rap Song: Kendrick Lamar - "I"
Best Rap Album: Eminem - "The Marshall Mathers LP2"
Best R&B Song: Beyoncé con Jay Z - "Drunk In Love"
Best Urban Contemporary Album: Pharrell Williams - "Girl"
Best Dance/Electronic Album: Aphex Twin - "Syro"
Best Dance Recording: Clean Bandit con Jess Glynne - "Rather Be"
Best Country Album: Miranda Lambert - Platinum
Best Country Solo Performance: Carrie Underwood - "Something In The Water"
Best Country Song: "I'm Not Gonna Miss You" - Glen Campbell & Julian Raymond
Best American Roots Performance: Rosanne Cash - "A Feather's Not A Bird"
Best American Roots Song: Rosanne Cash - "A Feather's Not A Bird"
Best Americana Album: Rosanne Cash - The River & The Thread
Best Music Video: Pharrell Williams - "Happy"
Best Engineered Album, Non-Classical: Beck - "Morning Phase"
Best Remixed Recording, Non-Classical: John Legend – "All Of Me (Tiesto's Birthday Treatment Remix)"
Best Surround Sound Album: Beyoncé - "Beyoncé"
Best Reggae Album: Ziggy Marley - "Fly Rasta"
Best World Music Album: Angelique Kidjo - "Eve"
Best Blues Album: Johnny Winter - "Step Back"
Best Comedy Album: "Weird Al" Yankovic - "Mandatory Fun"


(dp)

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