NEWS   |   Italia / 30/01/2015

Maurizio Arcieri, un ricordo

Maurizio Arcieri, un ricordo

Ho conosciuto di persona il musicista milanese scomparso il 29 gennaio all'inizio degli anni Ottanta. Della sua carriera precedente ero informato - forse più per i suoi dischi da solista, ovviamente "Cinque minuti e poi" ma anche "Il comizio di Maurizio", "Elizabeth", "L'amore è blu… ma ci sei tu", che per la sua attività precedente con i New Dada. Quando ci siamo incontrati io ero tutto preso dal punk e dal post-punk, e il suo primo album con la moglie Christina Moser, "Chinese Restaurant", fu uno dei più trasmessi nella mia trasmissione radio dell'epoca: canzoni come "Black silk stocking", "Lola", "Mandoia" erano assolutamente "avanti" per l'epoca. Mi piacque molto anche "Hibernation", l'album seguente: ricordo "Aurora B", "Vetra Platz" e "Gott Gott Electron", con le loro influenze Neu! e Kraftwerk.
Fu più o meno in quel periodo che incontrai i Krisma, quando cambiarono etichetta discografica passando alla CGD (dove allora lavoravo) per pubblicare "Clandestine anticipation". Dire che diventammo amici è eccessivo, ma certo buoni conoscenti sì; andai anche a trovarli nella loro casa sul Lago Maggiore, dove già sperimentavano con videoregistratori, televisioni satellitari e tecnologie avanzate. Ricordo Maurizio e Cristina come una coppia affiatatissima, entusiasta, certo non propriamente "borghese" ma attentissima al futuro più che al passato. Poi ci siamo persi di vista, ma ho conservato un bel ricordo di Maurizio, con il suo tenero balbettare per la fretta di dare voce ai suoi pensieri, e l'attitudine amorosa e anche un po' materna nei suoi confronti di Cristina. Mi dispiace molto che se ne sia andato così presto.
(Franco Zanetti)
 

Scheda artista Tour&Concerti
Testi