California, prima che il punk andasse in classifica: ristampati i Lookouts

Guardate la faccia del ragazzino con in mano la bacchetta da batteria, a sinistra nella foto. Vi ricorda qualcuno? Provate ad immaginarvelo invecchiato di un bel po' di anni e, anche se non siete irriducibili fan del più celebre tra i trio pop punk della Bay Area, non dovrebbe esservi troppo difficile riconoscere un giovanissimo Tre Cool, che circa cinque anni dopo, insieme a Billie Joe Armstrong e Mike Dirnt, sarebbe esploso nelle classifiche di tutto il mondo con "Dookie".

Correva l'anno 1987 e a Iron Peak, remota località montana della California del nord, Larry Livermore - oggi stimato produttore, giornalista e discografico, insieme all'amico Kain Hanschke (con il quale poco dopò fondò la Lookout Records) e al dodicenne Tré Cool, fondò i Lookouts, band che ebbe una buona fama sotterranea - con un paio di album e EP all'attivo, più una buona quantità di brani singoli distribuiti in compilation più o meno ufficiali - ma che, soprattutto, diede la stura a quella corrente di punk band che seppe, negli anni Novanta, conquistare la vetta delle chart mondiali solitamente appannaggio di pop star o di rock band istituzionali. Qualche esempio? Tra le prime produzioni della Lookout Records ci furono gli Operation Ivy, band nella quale militavano Matt McCall e Tim Armstrong che poi sarebbero confluiti nei Rancid. Qualche anno dopo, sempre la Lookout stampò i primi due album del nuovo gruppo del piccolo Tré, "39/Smooth" e "Kerplunk", primi passi "ufficiali" dei Green Day.

A ventisei anni dalla pubblicazione, la Dongiovanni Records rispedirà sul mercato - in versione ampliata e aggiornata - "Spy Rock Road", secondo album dei Lookouts e tra le prime pubblicazioni della Lookout Record, che anni dopo sarebbe diventata un punto riferimento sulla scena rock, punk e alt a stelle e strisce acquisendo nel proprio roster band come Alkaline Trio, Donnas, Neurosis, Queers, Rancid e Samiam: tra le chicche inserite nel disco, figura anche "Story", brano che - data la presenza di Armstrong (in veste di ospite) a voce e chitarra - a ragion veduta può essere considerato uno dei primissimi documenti proto-Green Day mai venuti alla luce.


Tra gli altri episodi degni di nota presenti nella tracklist, sono da segnalare “Agape”, “Out my door” e “Kick me in the head”, sempre con Armstrong a voce e chitarra, “Once upon a Tim", con Armstrong ospite solo alla chitarra, “Living behind bars” e “Sonny boy", con Tim Armstrong ospite alla chitarra, e “Red Sea” e “The green hills of England", con Kevin Army alla chitarra acustica. Il disco, disponibile in vinile verde, è ordinabile sul sito ufficiale dell'etichetta.

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