Al Bano batte Michael Jackson

Michael Jackson è stato condannato per plagio ai danni di Al Bano. Accogliendo le richieste del pubblico ministero, il pretore di Roma ha riconosciuto la rockstar americana colpevole di plagio ai danni della rockstar di Cellino San Marco, e ha condannato The King of Pop al pagamento di una multa “stratosferica”: ben quattro milioni… ma di lire, non di dollari. Insomma, “Will you be there” (nell’album “Dangerous”, del 1990) assomiglia davvero troppo a “I cigni di Balaka” (nell’album “Libertà”, 1987), una composizione di Albano Carrisi: e per questo Michael Jackson doveva essere punito. «Come stabilito da consulenti di fama mondiale, i due brani sono corrispondenti sotto il profilo melodico, strutturale e armonico. Non ci sono dubbi: Jackson ha avuto conoscenza diretta o indiretta di “I cigni di Balaka”. Il brano fa parte di un album venduto in tutto il mondo; Al Bano è un artista noto e conosciuto anche negli Usa: si deve ritenere che Jackson conoscesse quel brano e non che abbia agito inconsapevolmente come da lui detto in aula», ha argomentato il PM. Gli avvocati di Al Bano avevano richiesto un risarcimento danni di cinque miliardi di lire e una provvisionale di 500 milioni. «I due brani» avevano sostenuto «sono assolutamente uguali, basta sovrapporli. L'identità è anche nel testo che trae lo spunto da una composizione di un poeta indiano, con frasi riferite al fiume Gange che nel disco di Jackson diventa il Giordano. Se questo è tutto casuale, allora siamo veramente nell'ambito della parapsicologia».
«Se dovessi vincere» - ha annunciato Al Bano prima di conoscere la sentenza - «darei i soldi in beneficenza. Non vedo l'ora che questo processo giunga alla conclusione. Non so perché Jackson abbia fatto questo: io e lui abbiamo amici comuni, ma in tutti questi anni non ho mai avuto modo di parlare con lui».
Dopo aver appreso la decisione del giudice, gli avvocati di Carrisi hanno commentato: «Una bella vittoria, una sentenza fondamentale per tutta la musica italiana e più in generale per il mondo della nostra cultura che subisce continui saccheggi impuniti ad opera di artisti stranieri. E' chiaro che Jackson impugnerà la sentenza, andrà in appello. Ma noi contiamo di vincere anche l'appello. Nessuno credeva che avremmo vinto nemmeno in primo grado e invece noi ne eravamo convinti».
Se la condanna sarà confermata nel secondo grado di giudizio, la cifra che Jackson dovrà risarcire ad Al Bano è ben più alta della multa cui è stato condannato oggi. «Per i danni ci sono cause civili in corso, e certamente il fatto che il giudice penale ha accettato la sussistenza del plagio significa molto. Abbiamo calcolato che un risarcimento dei danni materiali e morali potrebbe aggirarsi sui 12-14 milioni di dollari, calcolando che la canzone in questione costituisce la decima parte di un disco che ha incassato una fortuna. E anzi quel brano era un pezzo portante dell'album» hanno spiegato i legali di Al Bano.
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