Stephanie Acevedo, Lil Wayne e considerazioni sulla musica pop

Stavo leggendo "Billboard" online, come facciamo regolarmente noi che ci occupiamo di musica: il settimanale americano è considerato un po' la Bibbia del settore, e gode di eccellente reputazione.
Mi è caduto l'occhio (la ragione è ovvia...) su una fotografia, quella che illustra questa notizia: il titolo diceva "La cantante Stephanie Acevedo è il più recente acquisto della Young Money Entertainment, l'etichetta discografica di Lil Wayne". Lil Wayne, lo sapete, è un rapper di New Orleans, molto stimato e considerato, titolare di album multiplatino e fornito di una indiscussa street credibility. (Anche) per questa ragione, ho soddisfatto la mia curiosità e sono andato a guardare il video del singolo d'esordio della sinuosa ragazza - viene da Miami, è di origini cubano-portoricane, ed ha trascorsi da modella. La canzone è "Bleeding love", una cover di Leona Lewis.
Guardatelo anche voi, poi ne parliamo.



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Ecco, l'avete guardato? D'accordo - parlo con i lettori maschi - è un bel vedere. Ma io mi sono chiesto, e chiedo a voi: se una qualsiasi esordiente italiana debuttasse con un video di questo genere, cosa pensereste voi? e cosa penseremmo noi giornalisti? Ecco, appunto. E invece negli Stati Uniti non si fanno questi problemi: né Lil Wayne, né "Billboard", che dà spazio a un video abbastanza ridicolo - sembra ideato e girato dal cameraman di una televisione privata di terza categoria - e a un personaggio che (al momento, almeno) non sembra disporre di grandi doti a parte quelle mostrate chiaramente nelle immagini.
Poi è vero che le altre artiste nel catalogo Young Money sono Nicki MInaj, Christina Milian e Channel West Coast - mai sentita? eccola qui sotto



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e quindi volendo ci sta anche Stephanie Acevedo.
Ma il punto è che nessuno, dall'altra parte dell'oceano, pensa che la credibilità di Lil Wayne sia messa in discussione se produce il disco di una modella e lo promuove usandone ("exploiting", dicono in inglese) le doti fisiche anziché quelle vocali.
Da noi, ripeto, non potrebbe succedere. Mi chiedo se sia un bene, o se la nostra musica pop non godrebbe di miglior salute (economica) se non ci facessimo tanti problemi ideologico-artistici e puntassimo esplicitamente ai risultati commerciali.


(Franco Zanetti)

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