Ricerca USA: nel 2014 la radio ancora primo media per scoprire nuova musica

Ricerca USA: nel 2014 la radio ancora primo media per scoprire nuova musica

Nonostante gli sterminati cataloghi dei servizi streaming, la diffusione di dispositivi come smartphone e tablet, l'accessibilità resa possibile da una Rete efficente e sempre più abbordabile in termini di costi all'utenza, nel 2014 la radio tradizionale si è riconfermata negli Stati Uniti come il canale preferito per scoprire e ascoltare nuova musica: a rivelarlo è una ricerca della Nielsen, multinazionale leader nel settore delle analisi di mercato alla quale, tra le altre cose, Billboard ha affidato l'elaborazione delle sue classifiche di vendita.

L'etere, quindi, da molti dato per prossimo alla fine insidiato dai servizi streaming come quelli offerti da Spotify, Rdio e molte altre piattaforme - sempre più agguerrite in termini di offerta e in alcuni casi spalleggiate da giganti dell'informatica come Apple e Google - ha dimostrato di saper reggere l'urto con un comparto - quello, appunto, della fruizione musicale digitale - la cui quota di mercato, nell'ultimo anno, ha fatto segnare un incremento di oltre sessanta punti percentuali. Negli USA, però, le abitudini, più che l'appeal tecnologico spesso amplificato da osservatori e addetti ai lavori, parrebbero aver dato ragione al più tradizionale dei media: ogni settimana, negli States, 243 milioni di ascoltatori di età superiore ai dodici anni si sintonizzano sulle centinaia di migliaia di stazioni operanti in nordamerica, dando così corpo a quel 51% di appassionati di musica che scoprono nuove band o artisti sulle onde medie e sulla modulazione di frequenza.

Il fan medio americano spende, annualmente, 109 dollari nell'acquisto di musica, tra supporti fisici e formato digitale: il posto preferito per ascoltare la radio resta l'automobile, seguito a stretto giro dal posto di lavoro, che sia un ufficio a tutti gli effetti o la propria residenza. L'etere, addirittura, oltreoceano resta il media preferito per l'attività ricreativa, relegando addirittura la TV al seconda posto. Per quanto riguarda le preferenze rispetto ai generi musicali, a farla da padrone sono le emittenti la cui programmazione sia consacrata al pop e al country.

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