Pino Daniele, i funerali a Napoli cambiano sede. Totò, Pino e "'A livella"

Pino Daniele, i funerali a Napoli cambiano sede. Totò, Pino e "'A livella"

Si apprende che, diversamente da quanto comunicato in precedenza, e comunicato anche da Rockol, i funerali "napoletani" del cantautore partenopeo non si svolgeranno nella Basilica di Santa Chiara alle 17 di mercoledì 7 gennaio, ma alle 19 dello stesso giorno nella Basilica Reale San Francesco di Padova in Piazza del Plebiscito, la stessa che ha ospitato nella serata di martedì il flash mob di tributo a Pino Daniele.

Rockol ha seguito con attenzione, partecipazione e rispetto gli eventi seguiti e connessi alla prematura scomparsa di Pino Daniele. Consapevoli del nostro compito di informare, abbiamo cercato di farlo sempre tempestivamente, man mano che le notizie (e non solo le notizie: anche le voci, le ipotesi, le conferme e le smentite) si susseguivano nel corso delle due giornate ormai trascorse dalla sera del 4 gennaio. L'abbiamo fatto, anche in parte venendo meno alla nostra vocazione - quella di parlare di musica - , nella consapevolezza che la morte improvvisa di un artista molto amato e molto stimato sia un fatto di grande rilevanza non solo per i suoi fan, ma anche per l'intera comunità degli appassionati di musica.
Ci sono stati momenti francamente difficili, in questi due giorni, per chi cerchi di dar conto dei fatti senza lasciarsi trasportare dal sensazionalismo. Prima le descrizioni dell'ultimo viaggio dalla Toscana a Roma, con la fantomatica foratura di uno pneumatico; poi gli interventi dei cardiologi che spiegavano come e qualmente in certe situazioni sia preferibile ricorrere all'ospedale più vicino; poi, nel tardo pomeriggio di martedì, persino le piccate precisazioni dei sanitari toscani che rivendicavano l'affidabilità delle proprie strutture. E intanto: una ex moglie che criticava la decisione di intraprendere il viaggio verso Roma; un non ancora identificato fan che si scattava un selfie nella camera ardente e lo diffondeva via internet; figli che rivendicavano la scelta di una città anziché un'altra per la celebrazione delle esequie; fratelli che prima rilasciavano dichiarazioni di fuoco contro i nipoti poi le attenuavano e le precisavano. Poi il compromesso del doppio funerale, "come Totò", ma con l'incapacità di decidere con certezza, prima di annunciarla, la sede della cerimonia a Napoli, e la necessità di rettificare l'indicazione della chiesa. Siamo arrivati persino al paradosso di due sindaci che si contendevano l'onore di poter accogliere nei propri rispettivi cimiteri le ceneri del defunto. Naturalmente il numero dei presenti al flashmob di martedì sera in Piazza Plebiscito è variato fra i ventimila e i centomila (non abbiamo ancora letto il classicissimo "secondo la Questura...", ma arriverà). E abbiamo avuto persino - poteva mancare? - una polemica contro Matteo Salvini innescata da un post apocrifo su un social network. Insomma, non ci siamo fatti mancare niente. E speriamo che sia finita qui.
Non ho conosciuto benissimo Pino Daniele, se non negli anni 1979-1980. Non so se fosse un uomo spiritoso: ma se sì, probabilmente in questo momento il dispiacere di aver visto i propri fratelli addurre ragioni di salute per giustificare la loro preannunciata assenza al funerale romano gli è temperato da un ghigno di allegra incredulità nell'assistere a questa gara per l'appropriazione delle sue spoglie (in prima fila il sindaco di Napoli) che ricorda molto da vicino certi film dall'umorismo macabro in cui un'urna cineraria la fa da involontaria protagonista.
E come consolazione potrà farsi recitare personalmente da Totò gli ultimi due versi di "'A livella":
"Sti ppagliacciate 'e ffanno sulo 'e vive:
nuje simmo serie... appartenimmo à morte!"

(Franco Zanetti)

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