Sony, gli ultimi leak rivelano: progetti di cessione delle edizioni musicali

La Sony Corporation starebbe meditando di cedere il proprio dipartimento di edizioni musicali: a rivelarlo, riferisce Bloomberg, sarebbe l'ultimo leak perpetrato ai danni della multinazionale.

Come già successo per l'affaire che ha portato al ritiro del film "The interview" - che verrà distribuito solo il giorno di Natale dopo essere stato ritirato dal mercato in seguito alla violazione informatica messa a segno da quelli che fonti di intelligence hanno individuato come hacker al servizio del regime nordcoreano - a svelare i supposti piani del gruppo sono stati dei messaggi email trafugati ad altissimi dirigenti del gigante industriale, nello specifico all'amministratore delegato di Sony Entertainmente Michal Lynton, al presidente della branca americana di Sony Corp. Nicole Seligman e al direttore finanziario della stessa, Steve Kobe: in un carteggio datato 21 novembre i tre avrebbero considerato l'ipotesi dopo una nota datata 3 ottobre fatta loro pervenire dal direttore finanziario globale Kenichro Yoshida, che gli esprimeva la sua preoccupazioni soprattutto per la società di edizioni del gruppo, la Sony ATV, "dalla governance complessa e fiaccata dallo spostamento sul mercato verso lo streaming".

Nata dalla joint venture tra la Sony Corporation (che ne detiente il 30%) e della fondazione di Michael Jackson (titolare di un pacchetto azionario pari al 10%) e co-controllata da una cordata - organizzata dal direttore finanziario di Sony Corp. USA Rob Wiesenthal e composta da Mubadala Development, Jynwel Capital Ltd., la GSO Partners del gruppo Blackstone e da David Geffen, che nel giugno del 2012 entrò in gioco sborsando oltre due miliardi di dollari per l'acquisizione del comparto di edizioni della EMI - che ne detiene il rimanente pacchetto azionario, Sony ATV conta nel proprio archivio gemme come il catalogo dei Beatles e quello dell'etichetta Motown: lo scorso anno gli introiti della società hanno superato i 725 milioni di dollari.

I contorni piuttosto fumosi dell'indiscrezione - i leak non rivelano l'eventuale interessamento di partner disposti a prendere parte all'operazione, né di possibili terze parti da approcciare per sondare le modalità di messa in opera del progetto - non hanno impedito agli analisti americani di dipingere possibili scenari futuri: secondo Billboard è improbabile che l'antitrust europea lasci Universal libera di inglobare il ramo, così come poche sono le chance che una mossa simile - per ragioni analoghe - venga tentata da EMI. L'ipotesi più accreditata è che, in prima linea per l'acquisizione, possano presentarsi società di private equity, una grossa società cinematografica (come, ad esempio, la Disney) o la BMG Rights Management controllata da Bertelsmann, in crescita nelle ultime stagioni. Sentiti per un commento in merito dai media statunitensi, tanto i portavoce di Sony/ATV quanto John Branco, co-amministratore della fondazione Jackson, hanno preferito trincerarsi dietro un severo no comment.

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