Neil Young e i Crazy Horse, parla Sampedro: 'Spero in un tour d'addio, ma...'

Neil Young e i Crazy Horse, parla Sampedro: 'Spero in un tour d'addio, ma...'

La speranza, il più delle volte, è l'ultima a morire, anche quando le possibilità che il proprio desiderio si avveri sono ridotte al lumicino: questo, in sostanza, è lo scenario dipinto da Frank "Poncho" Sampedro (in primo piano, nella foto), chitarrista dei Crazy Horse, storica band del rocker canadese ormai formalmente consegnata agli annali dopo il tour - passato anche dal nostro Paese - dello scorso anno. Perché di ritiro a vita privata la formazione aveva parlato, e più di una volta: l'idea, però, di chiudere in bellezza con un tour in grande stile solletica ancora l'addetto alla sei corde della più celebre delle backing band di Neil Young, nonostante la probabilissima resistenza che la voce di "Harvest" si suppone sia pronto ad opporre.



"Lui sta accelerando mentre il resto del suo gruppo sta rallentando", ha spiegato a Uncut il sessantacinquenne artista: "Io ormai sono pronto a piantare un cartello davanti a casa mia con scritto 'missione compiuta', lui no. E la differenza sta proprio qui: Neil è pronto a vivere fino a cento e passa anni, io - invece - credo morirò verso i 73. E mi va bene, perché ho abusato non poco di me stesso. Tutto a posto, quindi: ho vissuto una grande vita. La cosa, però, a lui fa venire i brividi. E' sempre pronto a dirti: "No, amico, prenditi cura di te stesso: puoi vivere ancora a lungo'. Semplicemente, rifiuta di accettare la cosa, mentre io sono pronto ad affrontare quello che sarà. Non avrei potuto fare tutte le cazzate che ho fatto senza aspettarmi che accada".

Dal canto suo, Sampedro ha qualche perplessità nel vedere il suo vecchio amico e sodale imbarcarsi in avventure imprenditoriali come quelle di Pono e della realizzazione di vetture elettriche: "Non potrei aiutarlo in nessun modo, se non guardandolo in faccia e dicendogli: 'Neil, sei un grande cantautore: credo che dovresti limitarti a scrivere canzoni e stare lontano dal mondo degli affari'. Però, se davvero è capace di fare la differenza e di cambiare le cose, ben venga. Capisco l'importanzza dei problemi che affronta: semplicemente, a differenza di quanto non faccia lui, io non ho soluzione di proporre".

Poi l'argomento principe, ovvero le attività dei Crazy Horse: al momento, in agenda, non c'è nulla. Ma... "Certo, mi auguro che qualcosa si faccia. Quello che spero è che lui a gennaio scriva un mucchio di ottime canzoni, poi che le si registri in febbraio e che dopo si parta per una grande tournée. Mi sarebbe sempre piaciuto chiamarlo tour d'addio, ma non credo che Neil lo possa accettare. Mi piacerebbe vivere in un mondo perfetto, dove si possa partire per un grande tour d'addio per salutare i tanti fan che ci hanno voluto bene in tutti questi anni. Non saprei spiegarlo a parole: sarebbe come un film di Frank Capra, con quei grandi lieto fine...".

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