Pandora paga 2700 dollari a Pharrell Williams per 43 milioni di streaming

Pandora paga 2700 dollari a Pharrell Williams per 43 milioni di streaming

Troppo facile giocare sul titolo della hit consegnata agli annali dell'ultimo anno da quello che si è riconfermato, anche nel 2014, come una delle figure di spicco sulla scena mainstream mondiale, e le aspettative per il scarsissima contropartita commerciale di un exploit vertiginoso. Il dato, però, è incontrovertibile, e - se il leak riferito da Digital Music News non dovesse poi rivelarsi un abbaglio - assolutamente attendibile, perché fornito da una figura, il responsabile della società di edizioni Sony/ATV, Marty Bandier, che avrebbe dovuto incassare l'assegno: Pandora, uno dei servizi di streaming più frequentati dal pubblico internazionale, avrebbe corrisposto 2.700 dollari a Pharrell Williams per 43 milioni di streaming di "Happy".

Il dato è contenuto in una nota che il dirigente ha diramato per complimentarsi con il suo staff per gli ottimi risultati conseguiti in occasione delle nomination dei prossimi Grammy Awards, in programma a Los Angeles nel febbraio del 2015: dopo i convenevoli di rito, Bandier sposta l'attenzione su "le royalties generate da alcuni dei nostri più grandi successi dalla stazione radio Web più grande degli USA, Pandora". E qui iniziando le note dolenti.

"Happy", con 2.700 dollari al fronte di 43 milioni di passaggi, ha praticamente incassato 60 dollari per milione di streaming, ovvero 0,0006 dollari a passaggio. Non è andata meglio a "All of me" di John Legend, che con 3.400 dollari pagati per 53 milioni di streaming ha generato 64 dollari a milione di passaggio, cioè la stessa cifra di "Happy", 0,0006 dollari a stream. "Questa è una situazione inaccettabile, di quelle impossibili da sostenere ulteriormente", ha commentato Bandier, che ha definito "egualmente insoddisfacenti" le quote corrisposte alla sua società da Spotify.

    Troppo facile giocare sul titolo della hit consegnata agli annali dell'ultimo anno da quello che si è riconfermato, anche nel 2014, come una delle figure di spicco sulla scena mainstream mondiale, e le aspettative per il scarsissima contropartita commerciale di un exploit vertiginoso. Il dato, però, è incontrovertibile, e - se il leak riferito da Digital Music News non dovesse poi rivelarsi un abbaglio - assolutamente attendibile, perché fornito da una figura, il responsabile della società di edizioni Sony/ATV, Marty Bandier, che avrebbe dovuto incassare l'assegno: Pandora, uno dei servizi di streaming più frequentati dal pubblico internazionale, avrebbe corrisposto 2.700 dollari a Pharrell Williams per 43 milioni di streaming di "Happy".

    Il dato è contenuto in una nota che il dirigente ha diramato per complimentarsi con il suo staff per gli ottimi risultati conseguiti in occasione delle nomination dei prossimi Grammy Awards, in programma a Los Angeles nel febbraio del 2015: dopo i convenevoli di rito, Bandier sposta l'attenzione su "le royalties generate da alcuni dei nostri più grandi successi dalla stazione radio Web più grande degli USA, Pandora". E qui iniziando le note dolenti.

    "Happy", con 2.700 dollari al fronte di 43 milioni di passaggi, ha praticamente incassato 60 dollari per milione di streaming, ovvero 0,0006 dollari a passaggio. Non è andata meglio a "All of me" di John Legend, che con 3.400 dollari pagati per 53 milioni di streaming ha generato 64 dollari a milione di passaggio, cioè la stessa cifra di "Happy", 0,0006 dollari a stream. "Questa è una situazione inaccettabile, di quelle impossibili da sostenere ulteriormente", ha commentato Bandier, che ha definito "egualmente insoddisfacenti" le quote corrisposte alla sua società da Spotify.

Questo è un contenuto esclusivo per gli iscritti a Music Biz

controllo dell'utente in corso
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!
Scheda artista Tour&Concerti
La fotografia dell'articolo è pubblicata non integralmente. Link all'immagine originale

© 2021 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.