NEWS   |   Industria / 05/07/2004

Baudo al lavoro su Sanremo: 'Entro metà mese i primi confronti coi discografici'

Baudo al lavoro su Sanremo: 'Entro metà mese i primi confronti coi discografici'
Cauto, cautissimo, Pippo Baudo, direttore artistico fresco di nomina per il Festival 2005 (vedi News) incaricato di maneggiare la patata bollente sanremese tra i fuochi incrociati della Rai e dei discografici delle major, ancora fuori dai giochi dopo la diserzione in massa dello scorso anno.
Fedele al ruolo istituzionale di gran mediatore, lo showman siciliano sfodera il consueto ottimismo di bandiera quando gli si chiede un commento sulle ultime scaramucce tra i due litiganti (Fabrizio Del Noce, vedi News), ha posto una pregiudiziale dicendo che con l’attuale direttore generale della FIMI, Enzo Mazza, non si tratta causa presunti sgarbi da questi commessi in passato; l’interessato, spalle coperte dalla solidarietà espressa dagli associati, ha replicato dicendo che lui di direttori generali di RaiUno ne ha visti passare quattro e che non ha alcuna intenzione di dimettersi). “Non è il caso di gettare il cuore oltre l’ostacolo, siamo alle prime prese di contatto”, dice Baudo al telefono (venerdì 2 luglio) dalla sua residenza catanese. Ma poi precisa: “Io ho un mandato che mi arriva dalla direzione generale Rai e quindi anche da Del Noce: dunque mi muovo lungo un percorso in qualche modo delimitato da vincoli e paletti. Il mio compito è di raccogliere più adesioni possibili, tenuto conto della situazione che ho ereditato dal passato”. Ricucendo, appunto, il ben noto "strappo" con i grandi interlocutori discografici (facile con la Universal Music di Piero La Falce, che già ha dato ampi e concreti segnali di disponibilità durante la passata edizione del Festival; meno con gli altri). “Quando ho lasciato l’incarico, due anni fa, i rapporti erano cordiali. Mi auguro che le mie vecchie amicizie nel mondo discografico contino ancora qualcosa. Devo trovare argomenti convincenti, me ne rendo conto: ma rivitalizzare Sanremo, nelle condizioni in cui versa l’industria discografica, conviene a tutti”. E l’annosa questione dei rimborsi spese, con le fatture che le case discografiche si sono viste respingere al mittente? “Non mi sembra un ostacolo insormontabile. In fondo una intesa preliminare era già stata trovata”.
A proposito del passato: cosa resterà del festival di Tony Renis in quello di Pippo Baudo? “Ho la presunzione di ritenermi una persona intelligente: e le persone intelligenti fanno tesoro di tutte le esperienze del passato, proprie e altrui. Sicuramente non proporrò un Sanremo di retroguardia. Quello dell’anno scorso mi è sembrato un festival onesto, non è colpa di nessuno se tra i concorrenti non c’erano i grandi nomi”. Anzi: qualcuno ha lodato Renis per aver scommesso anche sui nomi di qualità. “Non è solo una sua prerogativa. Quando io portai Daniele Silvestri furono in molti a chiedermi cosa c’entrasse con Sanremo: poi la sua canzone è diventata uno dei maggiori successi degli ultimi anni. Il vero problema, come sempre, sarà quello di trovare belle canzoni che sappiano superare quei limiti di stagionalità che oggi caratterizzano molta della produzione. Si può fare, sono convinto che in Italia ci siano ancora autori eccellenti che non riescono a trovare interpreti per le loro belle composizioni”. Renis ha anche fatto previsioni fosche (vedi News) a proposito della controprogrammazione Mediaset… “E’ inevitabile. Nessuno stacca più la spina come un tempo: oggi Sanremo va in onda durante il periodo di garanzia, e la concorrenza non è ovviamente disposta a rinunciare alla battaglia”.
In chiusura di chiacchierata, Rockol cerca di strappargli qualche anticipazione, ma Baudo svicola: “Devo ancora vedermi con Bonolis, capire che idee ha lui. Con FIMI e anche con AFI, i contatti sono ancora a uno stadio informale: spero di concretizzarli entro i primi quindici giorni di questo mese così che tutti si possa andare in vacanza più tranquilli”.
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