Avener, l'uomo che risuscita canzoni: intervista al deejay di "Fade out lines"

È il deejay che dà alle canzoni una seconda chance. Per ora la magia gli è riuscita con "The fade out line", un pezzo del 2011 di Phoebe Killdeer and The Short Straws passato inosservato. Lui ha aggiunto corpo, brio, beat e una "esse" nel titolo, che è diventato "Fade out lines". Ora la versione del deejay francese Tristan Casara, in arte The Avener, è dappertutto: in radio, nella top 10 di iTunes, in uno spot di biancheria intima con la modella Emily Ratajkowski, quella del video di "Blurred lines" di Robin Thicke.

"Offro alle canzoni una seconda vita", racconta Casara di passaggio a Milano. "Do loro la chance che non hanno avuto quando sono state pubblicate". Non le rifà radicalmente. Lavora come lavorerebbe un produttore a cui è affidato un demo, con un orecchio teso a quel che succede nei club. "Scelgo canzoni poco note, quelle che mi piacciono e che non riesco a suonare nei locali perché non sono ballabili. Ci metto energia, eleganza, stile. E le porto fuori dall'underground. Tempo fa una ragazza mi ha detto che quando ascolta 'Fade out lines' di giorno le fa l'effetto di una canzone pop, ma quando la sente di sera le sembra un pezzo da club. Mi piace questa cosa".

E pensare che la storia musicale di The Avener comincia con solfeggio e spartiti. Per dieci anni Casara, il cui cognome tradisce origini italiane, ha studiato pianoforte classico e teoria musicale nella sua città, Nizza. "Quando avevo 15 anni ho chiesto in regalo per la promozione una Vespa. Mia madre s'è rifiutata. Troppo pericolosa, ha detto. Ho ripiegato su un giradischi". Con quello e con un computer portatile Casara ha cominciato a mettere le mani sui dischi nella sua stanza. "Io davanti a un muro. Il background classico mi ha aiutato a capire i meccanismi della musica, software come WaveLab e poi Logic mi hanno permesso di manipolare i suoni". A 16 anni è entrato per la prima volta in un club: "Gli amici pensavano solo a bere birra. Io me ne stavo lì impalato davanti al deejay per cercare di capire che cosa stava facendo". A 18 anni ha pubblicato un EP disco-house a suo nome, "Feel the love". Conteneva un piccolo campionamento della Salsoul Orchestra, un primo segno dell'amore per la musica ballabile, sì, ma vintage.

Per nove anni Casara ha messo dischi soul, R&B, blues e funk nei locali di Nizza, Monaco, Cannes.

Nel 2010 è andato a cercare fortuna a Parigi. Lì ha fatto il deejay nei locali e, per campare, il ghost producer. "La competizione era tremenda. Non mi piaceva la direzione in cui stava andando l'EDM. I ritmi erano aggressivi, con quella roba non potevi ballare. L'EDM stava uccidendo la mia passione. E allora sono tornato a Nizza e ho staccato. Per cinque, sei mesi ho viaggiato in Asia. Avevo bisogno di un liberarmi la testa. È stato terapeutico. Quando sono tornato è arrivata 'Fade out lines'. Ho postato due minuti su Soundcloud. Nel giro di pochi mesi i contatti si sono impennati. Un giorno mi ha telefonato il mio manager: guarda che Universal, Warner e Sony vogliono pubblicare il pezzo, mi ha detto. Ho firmato con Universal e sono diventato The Avener".

In gennaio il deejay si esibirà a Milano (il 16 al Factory) e Roma (data da fissare). Il 24 febbraio pubblicherà l'album di debutto "The wanderings of The Avener" con un paio di pezzi originali e soprattutto rimaneggiamenti di Sixto Rodriguez, Andy Bey, Kadebostany, Ane Brun, John Lee Hooker, N*grandjean, The Be Good Tanyas, Adam Cohen, Jake Isaac, Mazzy Star e ovviamente l'hit di Phoebe Killdeer. Il principio è lo stesso di "Fade out lines": vecchie e nuove canzoni folk, funk, soul e pop sono accompagnate con eleganza sull'uscio dei club. "Sono canzoni che ho via via raccolto nel mio laptop in una cartella chiamata 'Preferiti'. L'album è molto vario, lo vedo come un viaggio nella musica e nella mia vita". Il prossimo singolo sarà "Hate street dialogue" di Rodriguez: ha avuto due vite, chissà che Avener non gli regali la terza. Lui dice la musica migliore da ascoltare è sempre quella di Beethoven, perché "nessuno ha quell'energia". Per il futuro s'augura due cose: "Pubblicare un album contenente solo pezzi originali miei, con un bel cast di strumentisti e cantanti. E magari incontrare Emily Ratajkowski".

(Claudio Todesco)

 

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