Noel Gallagher: 'Ho gli archivi pieni di outtake'

Noel Gallagher: 'Ho gli archivi pieni di outtake'

Sarebbero almeno una trentina le canzoni, già scritte e con tutti i numeri per finire su un nuovo album di inediti in studio, che Noel Gallagher tiene chiuse nel proprio immenso archivio accumulato nel corso della sua carriera di autore: questo, in sostanza, è quanto dichiarato da quello che fu il principale compositore degli Oasis - oggi attivo con il suo progetto solista High Flying Birds - nel corso di un'intervista rilasciata a John Wilson e trasmessa dalla quarta emittente radiofonica della BBC.

"E' dal 1993 che accumulo brani", ha spiegato il cantante e chitarrista: "Non ho mai scritto per un progetto preciso, e non sono mai entrato in studio con meno di trenta canzoni tra le quali scegliere. Dagli album che ho registrato, sono sempre rimaste fuori almeno una trentina di tracce. Per dire, con gli Oasis da quindici o sedici idee ne tenevamo buone circa cinque, ma io non mi fermavo e andavo avanti buttandone giù altre quindici o venti. Così adesso mi ritrovo con gli archivi pieni di roba. Album e album di materiale assolutamente valido".

"Come autori si è sempre in anticipo sui ritmi della discografia", ha proseguito lui: "In un disco puoi mettere giusto una decina di canzoni alla volta: è normale che il grosso resti fuori". Il punto di svolta, nella carriera di Noel come autore, fu "Live forever", uno degli episodi più celebrati dell'ormai storico "Definitely maybe" del '94: "Fino a un paio d'anni prima eravamo un tipo di band piuttosto definito, e io scrivevo solo un particolare tipo di canzoni, che allora potevano essere definite, se non sbaglio, baggy [genere musicale a cavallo tra dance e rock piuttosto popolare in Gran Bretagna a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta]. Poi una notte scrissi 'Live forever' e la portai in sala prove, il giorno dopo. La faccia che fece Liam cantando il pezzo in falsetto è una delle cose che non dimenticherò mai".

A margine, il maggiore dei fratelli Gallagher ha trovato anche il tempo per ironizzare su quella che può ormai essere considerata una delle questioni musicali dell'anno, ovvero il celebre (o famigerato, a seconda dei punti di vista) "regalo" di "Songs of innocence" da parte degli U2. Alla domanda se una trovata del genere possa svalutare la musica, Noel ha risposto: "Non iniziò tutto con i Radiohead, qualche anno fa? [quanto, nel 2007, il gruppo di Oxford applicò una sorta di honor system alla diffusione in digitale di 'In rainbows'] Ricordo ancora i Kaiser Chiefs dire: 'Registrate il vostro disco, e noi vi daremo una sterlina'. Come? Dare alla gente una sterlina così? E allora cosa faranno, un domani, i Coldplay? Già mi vedo la scena: sento bussare alla porta, vado ad aprire e mi trovo davanti Chris Martin. Lui mi dice: 'Ok, amico, questo è il nostro nuovo album'. Io gli dico: 'Grazie'. Poi vedo una scala e lui mi fa: 'Il bassista è su a riparare la grondaia. Johnny è il giardino a tagliare il prato, e credo che Will stia portando fuori la spazzatura. Buon ascolto'. Poi fa per andarsene, torna indietro subito e mi dice: 'Scusa, mi stavo dimenticando: ecco dieci sterline...'".

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