Patamu, Soundreef e i colossi tecnologici

Filippo Sugar, Vice Presidente SIAE in un'intervista all'Adnkronos

“La nuova SIAE presieduta da Gino Paoli sta lavorando duramente per essere più efficiente, senza mai distogliere gli occhi dall' obiettivo: tutelare la creatività italiana e i diritti degli autori e degli editori”. Così ha dichiarato Filippo Sugar, Vice Presidente di SIAE in un’intervista di domenica 7 dicembre rilasciata all’Adnkronos. Sugar, alla domanda su come vede la concorrenza per SIAE delle nuove società di collecting come Patamu e Soundreef non ha dubbi: ''Secondo me non è corretto ritenerli concorrenziali a SIAE. Queste società sono aziende a scopo di lucro, che hanno come interesse il proprio profitto. La SIAE ha un'altra mission: difendere il diritto d'autore e il repertorio che fa parte della nostra storia culturale. Per intenderci, se SIAE dovesse solo pensare al profitto, domattina rinuncerebbe alla gestione dei diritti che non sono remunerativi, la lirica per esempio, che ogni anno purtroppo ha un saldo negativo. Ma potremmo mai rinunciare a Verdi, Puccini, Rossini? Evidentemente no. Siae protegge il patrimonio culturale del nostro paese, e lo fa in maniera efficiente. Siae gestisce milioni di brani di migliaia di autori ed editori diversi, licenzandoli a migliaia di utilizzatori diversi (tv, radio, negozi, distributori online, produttori di concerti etc etc). Un lavoro enorme ed estremamente sofisticato. Il tutto gestito da centinaia di lavoratori di grande professionalità sotto la supervisione degli stessi autori e gli editori e sotto la doppia vigilanza della Presidenza del Consiglio e del Ministero dei Beni Culturali''.


Rispetto, poi, alla necessità di tutelare i creatori dai colossi tecnologici Sugar risponde: ''In un mondo globalizzato che vede a capo delle economie mondiali colossi tecnologici monopolisti come Google, Apple o Amazon, che vivono e prosperano con I contenuti creativi degli autori, credo sia più che mai necessario essere uniti in grandi società di gestione collettiva dei diritti d'autore, e non certo divisi in tante piccole società che non avrebbero la forza di tutelare con efficacia i propri autori''. E proprio a proposito dei colossi tecnologici, il vicepresidente Siae è sicuro che '' Google, Youtube, Amazon, Apple e altre, in misura diversa, vivono e prosperano grazie ai contenuti dell'industria creativa. Se Youtube fosse un'azienda automobilistica, i contenuti audio-video sarebbero la sua benzina. Meno costa la benzina, più auto si vendono… Le grandi aziende tecnologiche americane vogliono pagare i contenuti il meno possibile, l'Europa, che non ha aziende tecnologiche, dovrebbe capire che deve difendere il suo settore creativo che è il terzo settore con maggiore occupazione (oltre 7 milioni di lavoratori) non favorendo questi grandi colossi monopolisti come ha invece fatto fin ora. Bisogna riequilibrare il valore generato dai contenuti nelle piattaforme digitali a favore dei creatori. Se non si farà questo, in Europa avremo più povertà, meno posti di lavoro e perderemo anche la nostra identità culturale''.

 

 

Dall'archivio di Rockol - Music Biz Cafe, parla Paolo Salvaderi (Radio Mediaset)
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