NEWS   |   Italia / 10/12/2014

Corrado Castellari, l'omaggio in musica della figlia Melody

Corrado Castellari, l'omaggio in musica della figlia Melody

Non ho mai incontrato di persona Corrado Castellari, e me ne dispiace molto. Ne conoscevo le canzoni: "Susan dei marinai" di Michele (si dice scritta con Fabrizio De André, e non, come dicono i crediti del disco, con Sergio Bardotti,




e sapevo anche che la canzone del lato B del 45 giri di "Susan dei marinai", la celebre "Il testamento di Tito" inclusa in "La buona novella" di De André, era nata da un'idea di Corrado Castellari),




"Coraggio e paura" di Iva Zanicchi, l'immortale "Cocktail d'amore" di Stefania Rotolo,




quelle scritte per Mina, Ornella Vanoni, Raffaella Carrà (come la recentissima "Il lupo").




Sapevo di lui che aveva scritto anche parecchie canzoni per lo Zecchino d'Oro e anche per orchestre da ballo come quelle di Franco Bagutti, Titti Bianchi e Enrico Musiani. Ma è stato il 24 novembre 2011 che ho sentito il bisogno di parlargli: dopo aver ascoltato, in occasione della presentazione per la stampa, l'album di Adriano Celentano "Facciamo finta che sia vero". In quell'album, come scrissi allora, la canzone più bella - secondo me - era l'emozionante "Anna parte", scritta appunto da Castellari.




Tramite un amico recuperai il numero di telefono e scambiai quattro chiacchiere con Corrado, che mi parve contento (e sorpreso) che uno sconosciuto lo chiamasse per complimentarsi con lui.
Ci dicemmo che un giorno magari ci saremmo incontrati per parlare un po' di canzoni, ma non ci fu il tempo: Castellari è scomparso il 23 novembre del 2013.
L'estate scorsa ho considerato un segno del destino il fatto che, al Festival di Varigotti, in luglio, fra gli ospiti ci fosse anche Melody Castellari, la figlia di Corrado. Le ho detto brevemente della mia stima e del mio rispetto per suo padre, e poi non ci siamo più rivisti.
In questi giorni, però, Melody mi ha fatto avere un suo disco. Sì, perché Melody Castellari canta (canta fin da bambina, a dire il vero, quando con Le Mele Verdi incideva le sigle dei cartoni animati scritte dal papà), è stata corista in studio e dal vivo per parecchi artisti, ha dato la voce a numerosi successi dance, ed ora capeggia una band di musicisti, i Misfatto, con i quali è molto attiva dal vivo.
Adesso Melody Castellari ha pubblicato un disco che s'intitola "Ci sarà da correre": un disco autoprodotto che ha nel titolo il suo destino (ci sarà da correre per farlo conoscere, ci sarà da correre per farne parlare…), e che è il primo di una serie che Melody intende dedicare al repertorio compositivo del padre.
In "Ci sarà da correre" ci sono quindi tre canzoni già incise in passato da altri ("Non voglio essere", cantata da Milva in un LP del 1977; "Wagon lits", incisa da Ornella Vanoni in un album del 1978 intitolato "Vanoni"; e la già citata "Il testamento di Tito"); ma ci sono anche, e direi soprattutto, sette inediti firmati nei testi da Camillo Castellari, fratello e partner compositivo di Corrado, e nelle musiche da Corrado Castellari. Cinque di questi, però, sono stati composti musicalmente da Melody Castellari col padre; e infatti, spiega lei, "nel disco molte delle chitarre acustiche sono suonate da lui: le ho conservate dai provini originali che avevamo preparato insieme".
Non ho ancora ascoltato il disco, lo farò presto: ma, avendo assistito a una performance di Melody dal vivo, non ho dubbi sulla qualità del suo lavoro. Del quale, comunque, credo che il principale pregio stia comunque nel senso del progetto: rendere omaggio a un artista che, avendo scelto di stare dietro le quinte come autore, e non di cercare la visibilità da protagonista, ha privilegiato la qualità delle canzoni alla quantità degli applausi (perché gli autori, si sa - ed è un errore al quale bisognerebbe trovare rimedio - pur avendo il maggior merito del successo di una canzone, raramente ottengono i meritati riconoscimenti). Un artista e un uomo, Corrado Castellari, che sarebbe ingiusto dimenticare.

 

(Franco Zanetti)

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