"Effetto Shazam", e non solo: le cose cambiano, ma come?

Shazam, l'applicazione ideata da Avery Wang con un paio di amici nel 2000, e resa disponibile nel 2002 - prima dell'avvento degli smartphones - è stata scaricata finora più di 500 milioni di volte nel mondo. Con essa è possibile identificare circa 30 milioni di canzoni (il numero è in continua crescita, ovviamente) attraverso il riconoscimento di una "impronta digitale" acustica unica e specifica per ogni canzone.
Oltre all'utilità primaria - "riconoscere" una canzone che si sta ascoltando e scoprirne titolo e interprete - Shazam è diventata anche uno strumento di lavoro per l'industria. Analizzando i venti milioni di ricerche effettuate ogni giorno da chi utilizza Shazam, l'azienda può individuare quali canzoni stanno suscitando più curiosità, e in quale parte del mondo. Ad esempio: i tecnici di Shazam sono risaliti alla partenza del successo di "Royals", il primo singolo di Lorde, trovandone l'origine in Nuova Zelanda (abbastanza logicamente, dato che è la patria di Lorde) e ricostruendone il percorso attraverso Nashville e le città delle due coste statunitensi. E infatti lo scorso febbraio Shazam ha annunciato l'intenzione di entrare in prima persona nell'industria musicale, producendo nuovi artisti "scoperti" grazie alla sua app.
Next Big Sounds, una società di New York, analizza il Web tracciando ascolti via Spotify, citazioni su Instagram e Twitter e altre "impronte digitali" per prevedere la futura popolarità di un artista. Sono 500.000 i nuovi nomi analizzati da Next Big Sounds per creare un elenco di cento artisti che "probabilmente" diventeranno popolari entro 12 mesi, e l'azienda scommette sul fatto che venti di questi entreranno nella Top 200 di "Billboard".
Next Big Sounds ha rilevato che alcuni dati quantitativi, come ad esempio i like su Facebook, non sono indicatori affidabili della crescita di popolarità di un artista; lo sono invece, come era prevedibile, le presenze nella programmazione radiofonica, e lo è, abbastanza sorprendentemente, il numero di contatti delle pagine Wikipedia, secondo miglior elemento per una previsione attendibile.
Ormai le scelte dei programmatori radiofonici non sono più basate sul gusto o sulle preferenze: iHeart Media, la società che possiede il maggior numero di stazioni radio in FM negli Stati Uniti, si basa ampiamente sui dati di Shazam. E HitPredictor - una società che sottopone canzoni in anteprima a un panel online di ascoltatori - è riuscita a prevedere il successo radiofonico di 48 dei 50 brani più trasmessi dalle radio USA lo scorso anno.

(per la scrittura di questa notizia abbiamo attinto a un articolo di Derek Thompson del 17 novembre)
 

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