Fabi-Silvestri-Gazzé, il live report del concerto a Roma (e in primavera un dvd)

Fabi-Silvestri-Gazzé, il live report del concerto a Roma (e in primavera un dvd)

Assistendo allo spettacolo che Niccolò Fabi, Daniele Silvestri e Max Gazzé stanno portando in giro per l'Italia dallo scorso 14 novembre per mezzo del loro tour nei palasport si ha la sensazione di essere di fronte ad un nucleo, non solamente ad un trio di cantautori. Ieri sera, 18 novembre, la tournéee ha fatto tappa a Roma ed ha visto i tre cantautori esibirsi sul palco del PalaLottomatica. Lo spettacolo pare strutturato come una sorta di racconto; un racconto che parte dalle origini, dalle serate che vedevano Niccolò, Daniele e Max intrattenere con la loro musica il pubblico dei principali palchi della scena romana, ma che alterna ai vari flashback sguardi rivolti al presente: accanto a brani come "Vento d'estate" e "Il mio nemico", ad esempio, troviamo canzoni recenti quali "Come mi pare" (ultimo singolo estratto da "Il padrone della festa") e "L'avversario". Il pubblico è quello delle grandi occasioni, ma l'atmosfera è quella dei concerti intimi dei club e dei piccoli locali, con il gruppo che pare rivolgersi personalmente a ciascun membro della platea, quasi incurante dei vasti spazi del palasport.

Come ogni buon racconto che si rispetti, anche quello di Fabi, Silvestri e Gazzé si apre con una breve presentazione: i primi sette brani in scaletta sembrano infatti fungere da ideale prologo allo spettacolo vero e proprio. Si parte con "Alzo le mani", una sorta di dichiarazione di intenti collettiva ("Io non suonerò mai così. Posso giocare, intrattenere, far tornare il buonumore o lacrimare. Ma non suonerò mai così", cantano infatti i tre, nel ritornello), e si prosegue con le presentazioni personali: "Occhi da orientale" e "A bocca chiusa" per Daniele Silvestri, "Una buona idea" e "È non è" per Niccolò Fabi e "Il timido ubriaco" e "Il solito sesso" per Max Gazzé, eseguite su un piccolo palco che rappresenta - idealmente parlando - i piccoli palchi dove le loro rispettive carriere sono nate.

Con il loro progetto a tre, che ha coinvolto anche musicisti di primo livello come i chitarristi Roberto Angelini e Adriano Viterbini (Bud Spencer Blues Explosion), il polistrumentista Massimo De Domenico (per gli amici Dedo, impegnato per lo più con gli strumenti a fiato), il tastierista Gianluca Misiti, il batterista Piero Monterisi ed il percussionista Josè Ramon Caraballo Armas, tutti sul palco insieme ai cantautori, Niccolò, Daniele e Max sono usciti dalla torre d'avorio che spesso i cantanti abitano: si sono sporcati le mani, hanno sperimentato; non solo durante le lavorazioni del disco, ma anche in fase di progettazione del tour e nella costruzione dei vari concerti. Una buona parte delle trentaquattro canzoni che compongono la scaletta sono state infatti riarrangiate dal trio, spesso con il tentativo di adattarle alla dimensione del palasport (si veda ad esempio "Sotto casa", "La favola di Adamo ed Eva" e "Vemto d'estate", le cui venature più rock sono state sottolineate a discapito di quelle più acustiche). Se nei primi quindici minuti di spettacolo le atmosfere sembrano caratterizzate da una certa pacatezza, a partire da "Come ti pare" cambiano le carte in tavola: con l'ingresso della band, un ruolo di primo piano comincia ad essere ricoperto, infatti, dal suono graffiante delle chitarre elettriche e dalla batteria pulsante di Monterisi. Lo show, dall'anima pop (da intendersi qui come "popular"), cambia spesso toni e colori e passa dalla teatralità di "L'avversario" (in cui il duello ideale diventa materiale e sonoro, con Fabi alla chitarra, Gazzé al basso e Silvestri a fare da arbitro) ad un'interpretazione sentita come quella di Niccolò sulla prima strofa di "Mentre dormi" ("Mentre dormi ti proteggo e ti sfioro con le dita, ti respiro e ti trattengo per averti per sempre, oltre il tempo di questo momento", canta l'artista, con lo sguardo e il pensiero rivolto verso il cielo), passando per momenti da Primo Maggio come nel caso del l'interpretazione di "Negozi di antiquariato" ed altri più ironici come nel caso di "Testardo" e "Salirò".

La chiusura è affidata allo stesso brano che chiude l'ascolto dell'album "a sei mani" di Fabi, Silvestri e Gazzé, "Il padrone della festa", ideale epilogo del racconto. E stasera si replica, sempre al PalaLottomatica, con un concerto che verrà ripreso in vista delle lavorazioni di un DVD in uscita la prossima primavera.

S è appreso intanto dalla pagina Facebook degli artisti di uno spiacevolissimo episodio accaduto a Roma: riportiamo integralmente il post.

Ieri sera a Roma è successo un fatto di una gravità inaudita. Sono stati svuotati sia il furgone del merchandise ufficiale del tour che il furgone dell'ONG Medici con l'Africa Cuamm, che sta accompagnando Niccolò, Daniele e Max in tutta Italia, durante i live, per fare informazione sulle loro attività. Sono stati rubati anche tutti i materiali per l'allestimento degli stand.
È possibile che troviate fuori dai palazzetti, o in giro, del materiale ufficiale Fabi Silvestri Gazzè o Cuamm, a prezzi inferiori. In tal caso vi preghiamo di non acquistare nulla ma di segnalare subito la presenza di questo materiale alle forze dell'ordine. Potete continuare ad acquistare in sicurezza solo quello che è in vendita negli stand Camelot e Cuamm.

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