NEWS   |   Industria / 18/11/2014

Mogol e la vedova di Lucio Battisti, contenzioso aperto

Mogol e la vedova di Lucio Battisti, contenzioso aperto

A margine della presentazione, avvenuta ieri, di un disco di reinterpretazioni (o non sarebbe più semplice chiamarle cover?) di canzoni firmate Battisti-Mogol, Marinella Venegoni ha scritto oggi, 18 novembre, su "La Stampa":

"'The new era' riparte per essere ascoltato anche su iTunes, dove non ha mai potuto approdare finora sempre per lo stesso motivo. Un nuovo enorme segmento di mercato e ascolto si apre per Mogol/Battisti autori. Certo Mogol deve aver lottato parecchio, prima di questa decisione che supera ogni eventuale avversità. E si capisce anche quanto gli sia costato, sia in termini autorali che economici, l’ostruzionismo della controparte: è giusto che un repertorio ormai classico, patrimonio nazionale nel pop, non venga divulgato per veto di una parte? E’ giusto che l’autore vivente del duo ci rimetta? La domanda ha già travalicato il lato teorico, Mogol si è rivolto a un giudice e la questione è ora sotto delicata inchiesta presso il tribunale: la sentenza non mancherà di far discutere".

Il fatto ci era noto da tempo, ma ci era stato chiesto di non scriverne dato che il contenzioso fra Mogol e Grazia Letizia Veronese non era ancora diventato di pubblico dominio. Mogol avrebbe deciso di far valere i suoi diritti di coautore perché il rifiuto assoluto della vedova di Lucio Battisti di concedere ogni tipo di utilizzo economico delle canzoni firmate da suo marito gli causa mancati introiti significativi. Anche se l'assenza su iTunes delle canzoni di Mogol-Battisti non è proprio totale: basta ad esempio verificare qui e qui. Ora che è lo stesso Mogol ad averne parlato, ci è parso interessante ascoltare la voce di chi rappresenta, dal punto di vista editoriale, il catalogo Battisti-Mogol.


Dichiara a Rockol Claudio Buja:
“In qualità di presidente di Universal Music Publishing Ricordi, e quindi di socio tanto di Giulio Rapetti Mogol quanto degli eredi Battisti (nella società Acqua Azzurra) la mia posizione non può che essere quella del massimo rispetto delle reciproche rivendicazioni. In quanto editore di quelli che considero tra i più grandi autori nella storia della canzone italiana, tuttavia, auspico una soluzione che permetta la più ampia divulgazione di un repertorio che rappresenta un vero, importante  patrimonio artistico non solo di cultura popolare, ma di cultura tout court”.
 

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