Band Aid 30, blogstar ingaggiate per la promozione. E le prime polemiche...

Band Aid 30, blogstar ingaggiate per la promozione. E le prime polemiche...

Zoella Sugg, suo fratello Joe e Alfie Deyes sono i primi non-musicisti a prendere parte alla registrazione di una versione di "Do they know it's Christmas?", il classico natalizio scritto da Bob Geldof e Midge Ure nel 1984 - e sempre distribuito sul mercato per beneficenza - che solo qualche ora fa è comparso, nella sua quarta incarnazione, sul Web: la ventiquattrenne di Lacock, Regno Unito, e il suo familiare, conosciuto nella Rete come ThatcherJoe - insieme a Deyes - non sono scienziati impegnati nella lotta al virus Ebola o operatori umanitari impiegati nel suo contenimento, ma vlogstar - titolati di videoblog molto seguiti - che insieme contano oltre 8 milioni di follower sui propri canali Youtube. Il loro reclutamento fa parte di una strategia promozionale mirata a diffondere il singolo anche presso il pubblico più giovane, attento - più che a radio e televisione - a seguire i trend emergenti in Rete: "E' stato il giorno più surreale della mia vita", ha commentato Deyes, che insieme ai colleghi è stato coinvolto nella registrazione del coro del ritornello del brano, "Sono davvero grato di essere stato coinvolto in Band Aid 30".

E quasi contestualmente alla messa in vendita della versione definitiva - che, specifica al Telegraph una fonte interna, sarà una sorpresa anche per gli artisti coinvolti, le cui parti cantate selezionate saranno parzialmente differenti rispetto al quelle della versione resa pubblica ieri - fioriscono anche le prima polemiche. A far discutere è l'assenza di due big la cui disponibilità, in un primo momento, pareva scontata, cioè Adele e David Bowie: la voce di "21" pareva fosse stata la prima ad essere contattata da Geldof, e il già Ziggy Stardust era stato ufficialmente invitato dal promotore dell'iniziativa, durante la conferenza stampa tenuta la settimana scorsa a Londra, a registrare un'introduzione parlata (come già successo nell'edizione originale) al brano. Entrambi gli inviti, invece, sono stati lasciati cadere.

Se, da un lato, ha fatto scalpore l'assenza di due delle star più attese, dall'altra non pochi fan hanno accolto con freddezza la presenza - pur strategica - delle webstar nel cast del singolo: "Se mi fosse chiesto di raccogliere soldi da dedicare alla lotta contro l'Ebola da sir Bob Geldof in persona voi ve la sentireste di dire di no?", ha cercato di difendersi la Sugg, che - tuttavia - non è stata in grado di convincere il frontman dei Blur Damon Albarn, che non ha mancato di esprimere le proprie perplessità nei confronti dell'iniziativa (pur essendo stato tra i principali partecipanti di Band Aid 20). "Abbiamo qualche problema con l'idea che ci siamo fatti di cosa sia la beneficenza", ha spiegato il cantante e compositore a Channel 4: "Specialmente con iniziative come queste che fioriscono da un giorno all'altro creando grande clamore mediatico che, però, purtroppo manca di comunicare lo spirito dell'iniziativa. Così il messaggio che arriva alla gente è che per risolvere un problema sia sufficiente donare dei soldi, mentre invece il più delle volte donare dei soldi di problemi ne crea altri". E, commentando il fatto che tra gli artisti coinvolti in Band Aid 30 l'unica nata in Africa sia Angélique Kidjo: "Bene, qualcuno in più sarebbe stato meglio. E ancora meglio sarebbe stato se a registrarla, tutti, fossero andati in Africa".

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