Emma Marrone, il tour 'Emma 3.0' a Roma: live report

Emma Marrone, il tour 'Emma 3.0' a Roma: live report

In principio fu lo "Schiena tour", un tour nei palazzetti dai toni e dai colori tipicamente pop; la scorsa estate, poi, è stata la volta dell'"Emma limited edition", una tournée che ha portato la cantante salentina ad esibirsi in sette città italiane con uno spettacolo più raffinato ed elegante (sul palco, con lei, c'era anche un'orchestra di tredici elementi). Dunque, lo scorso 8 novembre Emma è tornata ad esibirsi dal vivo: lo ha fatto con la prima data del suo nuovo tour nei palasport, "Emma 3.0". Ieri sera, 14 novembre, la tournée ha fatto tappa al PalaLottomatica di Roma e ha visto la cantante esibirsi con uno spettacolo inedito: diverso, cioè, sia da quello proposto con lo "Schiena tour", sia da quello proposto con la mini-tournée estiva dell'"Emma limited edition". Ad accompagnarla, sul palco, una band di sette elementi formata da Davide Di Gregorio (sax, percussioni, tastiere e programmazioni), Max Corona e Heggy Vezzano (chitarre), Marco Mariniello (basso), Leif Searcy (batteria), Max Greco (tastiere) e Arianna Mereu (cori).

Quello che Emma propone con questo "Emma 3.0" è un concerto dalla forma pop, pensato per il pubblico: la scaletta non si compone solamente dei suoi brani più noti e di maggiore successo ("Amami", "Cercavo amore", "Non è l'inferno", solo per fare qualche esempio), ma anche di canzoni che la cantante non interpretava in tour da svariati anni e che si presentano come delle vere e proprie "chicche" per i suoi fan ("Sembra strano", "Meravigliosa", "Folle paradiso", tratte dal primo EP "Oltre", consegnato al mercato nel 2010, ma anche "Con le nuvole", "Non sono solo te" e tante altre ancora). Un concerto dalla forma pop, dicevamo; in tutto questo, però, Emma ha voluto ritagliarsi i propri spazi e lo ha fatto riarrangiando in chiave elettronica tutte le venti canzoni presenti in scaletta: ha preso una canzone "patetica" - nel significato etimologico del termine - come "Sarò libera", ad esempio, l'ha spogliata del suo arrangiamento originale (caratterizzato da un dialogo fin troppo lineare tra pianoforte e archi) e l'ha rivestita con beat elettronici e programmazioni varie, rendendola più ruvida, quasi irregolare; ha preso canzoni come "Amami", "In ogni angolo di me" e "Folle paradiso" e, attraverso l'impiego di strumenti quali chitarre elettriche e tastiere, le ha indirizzate verso sonorità decisamente electro rock; ha preso un brano pop-rap come "Dimentico tutto" e, dando risalto alla sezione ritmica (e al basso, in particolar modo), lo ha trasformato in un brano dalle sonorità soft rock.

Emma appare carica, piena di grinta e di energia; interpreta le sue canzoni non solo con la voce, ma anche con il corpo: balla, salta su un trampolino, agita le braccia, si struscia a terra (sì, proprio come sul palco dell'Eurovision Song Contest), cerca il contatto con il pubblico (anche a livello fisico), si comporta come un animale da palcoscenico (un mix tra Miley Cyrus, a livello artistico si intende, e le Pussy Riot, delle quali pare evocare lo spirito punk e ribelle) e lascia trasparire la sua anima più teatrale (ma quanto c'è di spontaneo?). Per due ore di musica il palasport romano si trasforma in una giungla in cui beat, suoni e spunti musicali si rincorrono; a farla da padrone sono strumenti quali sintetizzatori e drum-machine, del tutto insoliti per un concerto di una cantante pop italiana, a partire dai quali si sviluppano le venti rivisitazioni: "L'amore non mi basta", privata del suono della batteria (esplicitamente ispirata a "Try" di Pink), viene proposta con sonorità molto vicine a quelle della musica trip hop, e così anche "Schiena", "Calore" e "Non sono solo te" ("Sono pure il mio mestiere, me lo sono guadagnato", canta Emma, con un certo orgoglio); i nuovi arrangiamenti di "Chimera", "Ma che vita fai" e "Meravigliosa", vagamente ispirati alle produzioni di Ian Anderson e dei Jethro Tull (con tanto di flauto e altri strumenti a fiato chiamati a partecipare alle esecuzioni e a convivere con le chitarre elettriche ed il basso), risultano essere sensibilmente più convincenti rispetto a quelli originali. Non mancano all'appello momenti più acustici (come nel caso di "Resta ancora un po'", durante la cui interpretazione le atmosfere si fanno più pacate e rilassate), altri più rock ("Arriverà", "Sembra strano", "Cercavo amore") e altri ancora in cui lo spettacolo sembra sfiorare il populismo spinto ("Non è l'inferno", proposta con un ritmo militaresco e con spirito ribelle - "RIOT", si legge da una scritta comparsa sui led del palcoscenico). Il bis è affidato a "La mia città": e la mente torna inevitabilmente a quella strana notte di maggio...

(di Mattia Marzi)

SETLIST:
"Amami"
"L'amore non mi basta"
"Chimera"
"In ogni angolo di me"
"Sarò libera"
"Ma che vita fai"
"Resta ancora un po'"
"Schiena"
"Folle paradiso"
"Non sono solo te"
"Sembra strano"
"Cullami"
"Con le nuvole"
"Calore"
"Arriverà"
"Meravigliosa"
"Non è l'inferno"
"Dimentico tutto"
"Cercavo amore"

BIS:
"La mia città"

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