Hendrix, McCready e gli altri: quando l'inno americano passa dalle sei corde

L'ultimo, in ordine di tempo, è stato Mike McCready, chitarrista dei Pearl Jam, che - chitarra al collo - si è cimentato nel rito solo qualche giorno fa, poco prima dell'incontro (ospitato presso il CenturyLink Field nella sua Seattle) valido per le semifinali della Western Conference americana tra le squadre di calcio Seattle Sounders e Dallas FC. Poche ore prima il giovanissimo Malcolm Brickhouse, chitarrista e frontman degli Unlocking The Truth, aveva fatto la stessa cosa, ma al Barclays Center di Brooklyn, New York, prima della sfida - targata NBA - tra Brooklyn Nets e Orlando Magic.



L'esecuzione dell'inno nazionale, "Star spangled banner", prima dei grani avvenimenti sportivi e - in genere - prima di qualsiasi evento pubblico molto sentito, negli Stati Uniti, è una consuetudine molto sentita e rispettata: chi ha avuto modo di assistervi, almeno una volta, sa che anche lo spettatore più improbabile e caciarone, al risuonare delle prime note, si ricompone e scatta in piedi, occhi lucidi e mano sul cuore, davanti all'immancabile picchetto dell'esercito in alta uniforme, che solitamente affianca - simbolicamente - l'esecutore.

E il rock, ovviamente, non si è tirato indietro: praticamente tutti i virtuosi delle sei corde americani (e non solo) si sono cimentati, almeno una volta, nell'esecuzione dell'inno a stelle e strisce. Chi con quintali di wha wha spalmati sui fraseggi, chi con svolazzi da shredder , (quasi) tutti, comunque, con una solida distorsione e con un sustain che permetta di trascinare le note fino a spingerle sull'orlo del feedback . E con un modello irraggiungibile: Jimi Hendrix , che per primo mise mano al più sacro degli inni d'oltreoceano la primissima mattina di lunedì 18 luglio, nel 1969, sul palco del festival di Woodstock. Con uno spirito, non occorre essere esperti di storia americana o esegeti dell'opera della voce di "Foxy lady" per intuirlo, molto diverso da quello di tutti i suoi epigoni nelle stesse circostanze. Buona visione, e buon ascolto.


(Jimi Hendrix, Woodstock, 18 agosto 1969)




(Malcolm Brickhouse, Unlocking The Truth, New York, 2013)




(Slash, 12 ottobre 2010, Los Angeles)




(Metallica, 3 maggio 2013, San Francisco)




(Zakk Wylde, luglio 2010)




(Steve Vai, "Rock 'n' Jock, MTV", 1990)




(Ted Nugent, Western Michigan University, 2008)




(Jeff Beck, Detroit, 20 giugno 2010)




(Neal Schon, Journey, Pelham, Alabama, 27 agosto 2012)




(Gary Clark Jr, New Orleans, 16 febbraio 2014)




(Bruce Springsteen, Washington DC, 11 ottobre 2004)




(Malina Moye)




(Joe Satriani, 24 novembre 2013, Oakland, California)




(DJ Ashba, Guns N' Roses, Kansas City, 21 novembre 2010)

Bonus track: nel 2005 l'allora conduttore e direttore artistico del festival di Sanremo Paolo Bonolis scelse di aprire la prima serata del concorso canoro con l'esecuzione dell'Inno di Mameli per sola chitarra elettrica. L'incarico venne assegnato a Paolo Carta, che di lì a poco sarebbe diventato prima il chitarrista, poi il compagno di Laura Pausini.


I pareri, sulla resa, furono contrastanti, così come quelli sull'opportunità di importare l'usanza da oltreoceano.
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