AC/DC, Phil Rudd rischia fino sette anni di carcere

AC/DC, Phil Rudd rischia fino sette anni di carcere

Il decadimento dell'accusa che lo voleva potenziale mandante di un duplice omicidio non ha alleggerito di molto la posizione di Phil Rudd, il batterista degli AC/DC arrestato nelle prime ore dello scorso giovedì 6 novembre dalla polizia di Tauranga, cittadina della Nuova Zelanda dove il musicista risiede dal 1983: le autorità locali hanno infatti confermato l'imputazione - oltre a quella per possesso di droga - per minacce di morte, che nell'ordinamento giuridico neozelandese possono essere punite con pene detentive fino a sette anni di carcere.

A far emergere ulteriori dettagli circa la vicenda, deflagrata due giorni fa e già commentata dall'entourage della band australiana, che ha precisato come i problemi del batterista non incideranno sulla pubblicazione e sulla promozione dal vivo del nuovo album "Rock or bust", è stato il britannico Daily Mail, che avrebbe individuato in un 46enne istruttore di arti marziali uno dei due potenziali bersagli del killer che in un primo momento si pensava Rudd potesse avere ingaggiato: l'uomo, la cui identità non è stata comunicata dagli inquirenti, sarebbe già stato minacciato dal musicista nel corso del passato settembre, per motivi al momento non chiariti, ma che indiscrezioni di stampa vorrebbero connesse alla cessione di sostanze stupefacenti.

A complicare ulteriormente la vicenda ci sono le dichiarazioni, rilasciate all'Herald, di quello che in prima istanza è stato ritenuto il killer ingaggiato da Rudd: l'uomo ha sostenuto di essere stato assunto dal batterista come guardia del corpo dopo supposte minacce ricevute dal (probabilmente ormai ex) sodale di Angus Young in seguito a contestazioni nel pagamento di prestazioni offerte da escort locali.

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"Il mio assistito è stato sottoposto a un'inutile e estremamente violenta gogna mediatica, a causa di capi d'accusa che non avrebbero dovuto mai essere spiccati, specie nelle prime 24 ore dal fermo. E che non hanno alcun fondamento", ha commentato l'avvocato di Rudd, Paul Mabey, che non ha escluso di procedere per vie legali nei confronti degli inquirenti: "Il danno arrecatogli è enorme: il signor Rudd sta prendendo in considerazione tutte le opzioni a sua disposizione". La prima udienza del processo è fissata per il prossimo 27 novembre.

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