Stefano Bollani, intervista: “Frank Zappa, un tradimento autorizzato” - VIDEO

Stefano Bollani, intervista: “Frank Zappa, un tradimento autorizzato” - VIDEO

“Il jazz non è morto, semplicemente ha uno strano odore”: la frase è di Frank Zappa, pronunciata nel ’73. Oggi, 41 anni dopo la sua musica riceve un trattamento jazz, ad opera di Stefano Bollani, che pubblica “Sheik yer Zappa”. Chissà cosa ne penserebbe Zappa, caustico per definizione.

Non possiamo saperlo, ma sappiamo invece quello che ne pensa la sua vedova: perché oggi "Zappa" è un marchio registrato, gestito da una fondazione che fa dell’ortodossia la sua regola - c’è addirittura un musicista preposto a controllare in tutto il mondo che la sua musica venga suonata esattamente come lui l’ha pensata e scritta.

“Sheik yer Zappa” nasce da una serie di concerti del 2011: i brani sono stati tagliati, ricuciti e ricomposti a formare un’opera, “come faceva lui con la musica”. Il risultato finale, che comprende anche tre composizioni originali di Bollani, è stato approvato dalla fondazione e dalla vedova: “Ho avuto paura: è il primo disco di Zappa dove non è suonato nota per nota”, spiega Bollani, che ha ottenuto l’autorizzazione partendo da una canzone per arrivare a tutto l’album, titolo compreso, che gioca con “Sheik Yerbouti” (titolo di uno degli album più noti di Zappa, una presa in giro di “Shake your booty”) ma suona anche “Shake your zappa”, "shakera la sua musica".

Contenuto non disponibile


“Ho voluto ricreare lo spirito di Zappa, non fare una cover band che ricrea ogni nota. Questo è un disco live, fatto da concerti del 2011: ho formato un gruppo nuovo, inedito, composto da non fan di Zappa, ma da gente che addirittura non conosce i brani originali. Io dei musicisti conoscevo solo Larry Granadier, peraltro: con gli altri non avevo mai suonato. Di solito mi innamoro dei musicisti, qua mi sono innamorato di uno strumento, il vibrafono, che ho voluto a tutto i costi - e sapevo che non volevo un chitarrista nel gruppo, sarebbe stato un ruolo infame. Ma al contrario dei musicisti che suonavano con Zappa, i miei musicisti erano liberi di suonare e improvvisare: non avevamo scaletta o punti fermi nei concerti”.

Bollani dice di ascoltare Zappa da sempre, da quando aveva 17 anni. “Gli ho rubato l’idea di fregarmene dei generi musicali e l’idea di stare dentro un sistema - fare concerti, avere dei fan, farmi pagare - ma facendo quello che vuoi. Zappa mi rendeva il rock simpatico più di quelli che morivano a 28 pisciando sui muri. Il mito del rock 'leggendario' mi ha sempre insospettito” spiega. Ma oggi dice: "La mia mentalità è all’opposto della sua. Non avrei mai voluto essere nel suo gruppo, sarebbe stato un incubo. Lo ammiro enormemente, ma mi sarei sentito in soggezione con uno che dirigeva e controllava ogni cosa. A Zappa, oggi, del mio disco, farei ascoltare la mia versione di 'Peaches en regalia', perché è uno spunto per andare da un'altra parte: potrebbe capirlo e apprezzarlo. Non è che lui odiasse l’improvvisazione, non la voleva nella sua musica. Per sfuggire alle convenzioni, si è creato un suo stile ascetico, rigoroso, che imponeva solo a stesso. E’ uno che ha cercato di darsi delle regole, e lo ammiro anche per questo”. Bollani riporterà in tour "Sheik yer Zappa" nel luglio del prossimo anno.

Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!
Scheda artista Tour&Concerti Testi
La fotografia dell'articolo è pubblicata non integralmente. Link all'immagine originale
21 lug
Scopri tutte le date

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.