NASA: musica nello spazio per comunicare con gli alieni - ASCOLTA

Quando nel settembre del 1977 venne lanciata la sonda spaziale Voyager I, con la missione di esplorare il sistema solare, nella navicella venne lasciato un disco di rame placcato in oro, con un fonografo per riprodurre i suoni incisi sula sua superficie.
Si tratta di un manufatto concepito per presentare - a eventuali forme di vita aliena che lo trovassero - i suoni più rappresentativi del nostro pianeta. Nel solco si trovano il rumore del vento e delle onde, il tuono, il cinguettio degli uccelli, i versi delle balene e quelli di molti altri animali.
Inoltre ci sono i saluti in 55 lingue e una selezione musicale in cui trovano posto anche "Johnny B. Goode" di Chuck Berry, "Melancholy blues" di Louis Armstrong e lo standard blues "Dark was the night".

La sonda Voyager I è ancora attiva e in viaggio nello spazio, anche se la sua missione principale si è ormai conclusa.
Ecco, dunque, cosa troverebbe una rappresentanza aliena che si imbattesse nella navicella, dentro al disco d'oro...





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