Robert Wyatt: 'Ho smesso di fare musica'

Robert Wyatt: 'Ho smesso di fare musica'

Pubblicato nel 2007 dalla Domino, "Comicopera" rimarrà con tutta probabilità l'ultimo album di inediti di Robert Wyatt (esclusi, ovviamente, ipotetici dischi dal vivo e raccolte di rarità pescate dagli archivi). Il sessantanovenne artista di Bristol ha infatti dichiarato in un'intervista al mensile inglese Uncut di non avere più intenzione di far musica: "I conducenti di treni, ho pensato, vanno in pensione a 65 anni, e io ho deciso di fare altrettanto. Preferisco dire però che mi sono fermato: è un'espressione migliore di pensionato. Cinquant'anni in sella non è roba di poco conto. Non c'è mai stato niente di pianificato, nella mia vita, e sono semplicemente arrivato a questo punto. Sono successe altre cose, e al momento - a essere onesti - sono più preoccupato dalla politica che dalla musica. Quest'ultima viene in scia, ed è un motivo di orgoglio fermarsi prima del declino".

La lunghissima e straordinaria carriera di Wyatt, una delle menti più lucide del rock e della musica d'avanguardia inglese, è iniziata nel 1963 nel Daevid Allen Trio a fianco di Daevid Allen e Hugh Hopper poi coinvolti in diversi momenti nei Soft Machine, nome di punta della scena psichedelica londinese votatosi successivamente al jazz rock con album epocali come "Third". Cantante e batterista, Wyatt pubblicò nel 1970 il primo album solista "The end of an ear" e dopo la fuoriuscita dai Soft Machine formò i Matching Mole (due dischi all'attivo): in seguito a una caduta dal quarto piano di un edificio, il 1° giugno del 1973 rimase paralizzato dalla cintola in giù e costretto per sempre su una sedia a rotelle, sostituendo gradualmente pianoforte e tastiere alle percussioni. La sua produzione solista, che conta otto album di studio, un paio di live, diversi singoli ed EP e innumerevoli collaborazioni, lo ha visto eccellere sia come autore (in album come "Rock bottom", considerato la sua opera migliore) che come finissimo interprete di canzoni altrui quali "I'm a believer" dei Monkees (numero 29 nelle classifiche inglesi), "Shipbuilding" di Elvis Costello, "Biko" di Peter Gabriel e "Te recuerdo Amanda" di Victor Jara. Al 1999 risale una collaborazione con la cantautrice italiana Cristina Donà ("Goccia", inclusa nell'album "Nido").





 

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