NEWS   |   Pop/Rock / 29/10/2014

I War On Drugs rispondono a Mark Kozelek: "Non abbiamo tempo per gli idioti'

I War On Drugs rispondono a Mark Kozelek: "Non abbiamo tempo per gli idioti'

Continua la querelle tra Mark Kozelek e i War On Drugs: se fino a ora a esprimersi era stato solo Kozelek, che ha anche postato un pezzo in cui li prende in giro pesantemente, ora - finalmente - anche la band ha deciso di dire la sua, tramite Adam Granofsky.

Ripassiamo, però, gli eventi prima di procedere.

Per chi non avesse seguito la faccenda, tutto nasce da un un festival ad Ottawa, in Canada; Kozelek è stato disturbato, durante il suo set, dai suoni del concerto della band americana che si esibiva su un altro palco. Nel suo sito ha quindi scritto: "Vi ho ascoltati. Suonate come Don Henley che incontra John Cougar che incontra i Dire Sraits che incontrano lo Springsteen di 'Born In The USA'. Non è una critica, è un'osservazione. Sfido i War On Drugs a lasciarmi salire sul loro palco e suonare una una canzone ironica che ho scritto: 'War On Drugs: Suck My Cock/Sun Kil Moon: Go Fuck Yourself'. Il 6 ottobre, al Fillmore, a condizione che mi lascino suonare la chitarra solista da spot della birra. Non ho Twitter o Facebook (faccio dei dischi). Se siete interessati, contattate il mio ufficio stampa".
Non ricevendo risposta, Kozelek ha pubblicato il brano online la sera del 6 ottobre: un pezzo di vero dissing nei confronti del gruppo, descritto in maniera poco piacevole a livello musicale.

Ma ora Granofsky ha offerto la sua versione della storia. Ha spiegato che la "sida" di Kozelek a lui e al gruppo era stata comunicata da un amico del musicista alcuni giorni prima che scoppiasse il caso online ed era sembrata divertente. Volevano accettarla: "Eravamo in tour e abbiamo pensato che fosse una bella idea. Non abbiamo nulla contro questo tizio, è ok. Ero molto contento e gli avrei scritto nel giro di un paio di giorni, perché ero molto occupato. Ma dopo due giorni mi è arrivata una mail da lui, che mi diceva: 'l'offerta è scaduta, magari la prossima volta che vado da Starbucks mi comprerò un vostro cd'. E io ho pensato: 'Sei davvero un gran testa di cazzo, amico'. E' stato davvero uno stronzo e io non gli ho nemmeno risposto". Ora però viene il bello: "Llui subito dopo è andato su Internet e ha lanciato pubblicamente la sfida e io pensavo: 'Ma brutto coglione, ci hai già detto tu di no!'. E' davvero infantile. E il pezzo che ha scritto è idiota. Lui è un fottuto idiota. Non abbiamo tempo per gli idioti. E sono davvero arrabbiato perché ha cercato di raccontarla diversamente. Avevamo già deciso di accettare fare quella cosa con lui e lui ha scritto quella cosa di Starbucks... ma cacchio, amico, fai pace col cervello!".


 

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