Cesare Cremonini, videointervista. “Logico Tour", la recensione

Cesare Cremonini, videointervista. “Logico Tour", la recensione

Rilassato ma carico. Cesare Cremonini non ha paura di tornare sul palco, ma è emozionato per avere esaurito il Forum per ben due volte. Ieri, da Assago, è partito il “Logico tour”: anche in questo caso, come nel disco, ragione e sentimento si uniscono e si fondono.

“Il palco è il posto dove mi sento più sicuro, non sei contro 10.000 persone ma sei con 10.000 persone. Non ho paura, ho eccitazione”, ci ha spiegato ieri Cesare, incontrato prima del concerto, nel backstage. Cremonini definisce il concerto "caleidoscopico”: “Il repertorio che ho inizia a farsi vasto. Non ho più il problema di avere molti singoli, e poco da offrire poco ai singoli. Si parte da 'Squérez' e dai Lunapop e si arriva a 'Logico": sono dischi diversi, perché io sono cambiato negli anni. Sono album che erano simili a me in quel momento. La difficoltà non era portare 'Logico' sul palco, ma contestualizzarlo. E’ un concerto caleidoscopico, che fa il giro della morte, e io mi ci butto volentieri”, spiega.

Contenuto non disponibile


L’altro punto di  riferimento per il concerto è il cinema. E non solo perché Cesare, che ha già recitato in passato con Pupi Avati, non esclude il ritorno sul grande schermo (magari anche come regista, ma non è ora di parlarne, spiega). Ma perché ha portato il grande schermo dentro il concerto, con un “corto” di 4 minuti, “Io e Anna”, diretto da Enrico Gabriellini, con Tea Falco e lo stesso Cesare a recitare: “Cercavo un nuovo linguaggio da offrire al pubblico”, spiega. “Mi piace l’idea di un film, anche piccolo, che viene visto da decina di migliaia di persone. Quando parte, io mi metto in un angolo a suonare la canzone e lascio andare le immagini. L’abbiamo girato in 4 giorni a Bologna, apposta per il tour”.

La ragione prende invece il sopravvento quando si parla della produzione. Cremonini spiega che la sua logica è sincera ed è quella di non fare mai il passo più lungo della gamba. “E’ un concerto che mi mette alla prova sotto ogni aspetto”, spiega. “Il concerto e la produzione dicono quello che sta accadendo attorno a te, di che numeri si parla. In questo caso si parla di numeri importanti: esaurire due volte il Forum per un cantautore è un bel risultato. Ma io non ho mai chiesto di strafare. Abbiamo uno show estremamente bello, una produzione importantissima, però è un passo successivo a “La teoria dei colori”. Uno show che sia coerente con quello che in questo momento sono e valgo. La mia carriera è sempre stata così”.

Cesare chiude dicendo che, con ogni probabilità, tornerà a suonare nel 2015: “ll live è qualcosa che mi sono conquistato a fatica e che ora mi sto godendo più che posso”, spiega. E poi racconta come ci si prepara ad un tour: “Ci si guarda allo specchio e si è onesti nel dichiarare: 'In che stato sono? Sarei capace di stare due ore e mezza su un palco a cantare e ballare come un pazzo, davanti a 10.000 persone?' Se la risposta è no, si corre in palestra e ci si fa un mazzo così. E così ho fatto”.

(Gianni Sibilla)

Al netto del problema tecnico che ne ha fatto slittare l'inizio di una mezz'ora, il concerto di Cesare Cremonini al Forum di Assago di ieri sera 28 ottobre (si replica stasera nella stessa sede; il tour di "Logico" ha preso il via con la data zero da Livorno pochi giorni fa, e prosegue con date fissate per il momento fino alla fine di novembre) è stato una dimostrazione di come l'artista bolognese abbia saputo finora crescere continuamente e senza scossoni, fino a diventare un abile performer e a saper padroneggiare il palco con la sicurezza e la disinvoltura di un veterano - solo nervi saldissimi potevano permettere di superare pressoché indenne un lungo blackout dell'impianto e di (ri)cominciare il concerto con il controllo e la tranquillità messi in mostra da Cremonini.
Con una scaletta lunga e variegata, il cui unico momento di flessione mi è parso "Amami quando è il momento", lo spettacolo si è aperto con una sequenza di brani resi con un'energia e un piglio decisamente rock - come se Cesare si fosse ripassato le videocassette e i DVD del suo prediletto Freddie Mercury - sostenuti dalla potenza di fuoco di una band eccellente (sono sei, sembrano dodici) e di due coristi che non si limitano a sostenere ma a tratti diventano anche voci coprotagoniste. La semplicità visuale dell'allestimento scenico, con la band allineata alle spalle e in alto rispetto a Cremonini e un fronte del palco movimentato da salite e discese, ha contribuito - con il lightshow, essenziale ed efficace nella sua semplicità di luci bianche e gialle - all'efficacia dell'impatto complessivo.
Dopo i primi quattro brani, si va decisamente sul rock'n'roll con "Stupido a chi?", il primo in scaletta in cui Cesare, che si è da poco liberato della giacca nera per rimanere in t-shirt, imbraccia la chitarra - che contribuisce con le altre della band a un potente momento di "wall of sound" al termine di "Non ti amo più".
Impressionante la reazione del pubblico del Forum all'esecuzione di "50 Special": tutti in piedi, tutti a saltare, per una versione che omaggia alla lontana la "Crazy little thing called love" dei Queen; segno che quella canzone dei Lunapop è rimasta un inno generazionale, tanto che non mi sarei stupito - né tantomeno dispiaciuto - se Cesare avesse deciso di concederne immediatamente un bis.
Il pianoforte, finora assente, emerge sul palco per "Figli di un re", e da qui diventa protagonista insieme alle voci del pubblico che canta tutte le parole - a volte sostituendo attivamente quella di Cesare - di "Una come te", "Vieni a vedere perché" e "Vorrei".
Dopo questa sequenza intimistica arriva "Mondo", con il faccione di Jovanotti sugli schermi e Cesare che sopra la t-shirt indossa una giacca multicolore sbrilluccicante; è seguita da quella che - come ho già scritto più volte - è una delle più grandi canzoni degli ultimi anni, "Marmellata # 25", e il concerto si avvia verso un finale trionfale con il singolo ora nelle radio, "Grey goose", e il bis con "Un mondo migliore".
Si lascia il Forum con una convinzione: Cesare Cremonini è uscito dalle formule, non è più né cantautore né pop né rock, è un performer live a tutto tondo - più sciolto, più interattivo con il pubblico, perfino più capace vocalmente di come lo ricordavo dall'ultima volta - e un protagonista della canzone italiana contemporanea.

(Franco Zanetti)

"Ho ricostruito il mio futuro prima ancora di viverlo" - L'intervista esclusiva
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!
Scheda artista Tour&Concerti Testi
La fotografia dell'articolo è pubblicata non integralmente. Link all'immagine originale
1 giu
Scopri tutte le date

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.