Fiorella Mannoia presenta 'Fiorella': 'Vi racconto la mia vita'. VIDEOINTERVISTA

Fiorella Mannoia presenta 'Fiorella': 'Vi racconto la mia vita'. VIDEOINTERVISTA

Per festeggiare i suoi sessant'anni (compiuti lo scorso aprile), quarantacinque dei quali trascorsi in musica, Fiorella Mannoia ha deciso di consegnare al mercato un'antologia con la quale ripercorre, per mezzo delle sue canzoni, la sua carriera dal 1968 (anno in cui, dopo aver lavorato nel mondo del cinema come stuntgirl e controfigura, debuttò nel mondo della musica presentandosi in gara al Festival di Castrocaro con "Un bimbo sul leone" di Luciano Beretta, Miki Del Prete e Gino Santercole, brano originariamente inciso da Adriano Celentano, ottenendo il suo primo contratto discografico) ad oggi. "Fiorella", questo il titolo del progetto, si sviluppa in due diversi cd: all'interno del primo disco sono raccolte nuove registrazioni di alcune delle canzoni più note del repertorio della cantante (da "Caffè nero bollente" a "Io non ho paura", passando per "Sally", "Come si cambia" e "L'amore con l'amore si paga", solo per citarne alcune), quattro duetti (con Laura Pausini sulle note di "Quello che le donne non dicono", con Enrico Ruggeri ne "La giostra della memoria", con Massimo Bubola su "Il cielo d'Irlanda" e con Daniele Silvestri ne "Il fiume e la nebbia") e l'inedito "Le parole perdute" (scritto dalla stessa Mannoia insieme a Bungaro e a Cesare Chiodo); il secondo disco vede invece Fiorella Mannoia reinterpretare alcuni brani celebri della musica italiana, nella maggior parte dei casi duettando con i loro autori o interpreti originali.

"Dopo quarantacinque anni di carriera non sapevo più dove incontrare i giornalisti per presentargli i miei dischi. Le presentazioni sono cose che vanno fatte come si deve: o le fai fighe o non le fai per niente. Così, per questo progetto speciale ho deciso di ospitarvi a casa mia", scherza subito Fiorella, motivando la scelta di incontrare la stampa proprio nel salotto di casa sua. Poi, senza perdere troppo tempo, la cantante comincia a parlare della sua antologia: "Con questa antologia celebro non solo i miei sessant'anni, ma anche i quarantacinque anni di carriera. Non si tratta di un disco promozionale, nato e studiato a tavolino, ma di un album che racconta la mia vita. Grazie a questo disco ho potuto volgere lo sguardo all'indietro, compiere un vero e proprio viaggio nella mia produzione e nella storia della musica italiana, ricordare tutti i concerti, tutti i dischi, tutte le collaborazioni e quello che ho costruito nel corso di questi quarantacinque anni. La mia intenzione era proprio quella di mettere a fuoco tutti questi anni: un solo cd non sarebbe bastato, e a dire il vero non ne sono bastati neanche due. Ci sarebbero voluti almeno quattro cd per mettere insieme tutte le belle cose scritte e cantate fino ad oggi. Nel selezionare i brani da includere all'interno di 'Fiorella', ho dovuto compiere scelte anche molto dolorose: non potevo solamente inserire i miei classici, ma non potevo neppure privare il disco di canzoni molto amate dal pubblico. Così ho optato per una sorta di un racconto che segue un ordine cronologico, all'interno del quale troviamo pure brani che non cantavo da anni, come 'La giostra della memoria' o 'Fragile'. Nel secondo disco ho voluto invece inserire reinterpretazioni di brani scritti e cantati, nelle loro versioni originali, da miei illustri colleghi quali ad esempio Claudio Baglioni, Franco Battiato, Ivano Fossati, Renato Zero, alcuni dei quali avevo già avuto modo di reinterpretare in passato. E' stata una mia idea quella di affiancare ad un primo disco un altro nel quale mi sono confrontata con grandi classici della musica italiana". Non poteva dunque mancare "Un bimbo sul leone", che in "Fiorella" è presente - a sorpresa - sotto forma di duetto con Adriano Celentano: "Siamo partiti proprio da 'Un bimbo sul leone', canzone con la quale partecipai al Festival di Castrocaro nel 1968. Sapevo che sarebbe stato difficile riuscire a convincere Adriano a partecipare al progetto: alla fine, dopo vari tentennamenti, mi sono decisa a chiamarlo e, con mia grande sorpresa, Adriano ha accettato di collaborare con me. Questo duetto è stato un regalo inaspettato, sebbene le registrazioni delle nostre voci si siano tenute in due studi diversi, a distanza".

Tornando alle collaborazioni delle quali ha deciso di avvalersi per questa sua antologia, poi, Fiorella racconta: "I primi che ho deciso di convocare sono stati gli amici Renato Zero, Ivano Fossati, Frankie Hi-NRG e Pino Daniele (con il quale ho preferito incidere un duetto su 'Senza 'e te' piuttosto che su 'Capelli rossi' perché quest'ultima, sebbene scritta da lui, fa parte del mio repertorio - dunque non avrei omaggiato Pino alla stregua degli altri cantautori), poi sono venuti tutti gli altri. Tutte queste collaborazioni rappresentano, per me, delle benedizioni laiche: nel corso degli anni ho avuto modo di cantare le canzoni di questi autori e cantautori e duettare con loro sui brani più noti dei loro rispettivi repertori ha significato molto, dal mio punto di vista. E' come se avessi ricevuto il loro definitivo lasciapassare. La collaborazione che tengo più a cuore, tra tutte quelle presenti in 'Fiorella', è quella con Dori Ghezzi, che non cantava in un disco ufficiale da anni. Ho deciso di puntare sulle collaborazioni perché collaborare, per me, significa arricchirsi: il successo dell'altro è il tuo successo". Non mancano alcune belle parole su Enrico Ruggeri e una riflessione sull'evoluzione del cantautorato italiano nel corso degli anni: "Enrico riesce ad entrare con grande precisione nei pensieri e nei sentimenti delle donne, soprattutto di quelle adulte. Solo uno che ha vissuto con le donne per molto tempo e le ha osservate (quasi studiate, direi), come è successo a lui, può essere in grado di scrivere un testo come quello di 'Quello che le donne non dicono'. Oggi mi arrivano tanti brani scritti da cantautori anche poco noti i quali cercano di addentrarsi nelle dinamiche della psicologia femminile, ma senza riuscire nel loro intento. Tutta l'arte risente dell'influsso del periodo storico in cui vive: il nostro è un periodo storico di depressione, di crisi, non solo economica ma anche culturale, etica e morale. Il linguaggio, proprio a causa di questa crisi, si è decisamente abbassato e va di pari passo con chi dice che 'con la cultura non si mangia': oggi sembra quasi che leggere un libro sia una cosa superflua e non si investe sulla cultura, quando invece l'Italia è la culla della cultura. La musica, essendo arte, risente di tutto ciò. Una canzone come 'Giovanna d'Arco', scritta da Francesco De Gregori, non si può improvvisare: dietro il testo di canzoni come questa si nasconde una grande cultura, una capacità dell'uso della metafora che è propria di chi la conosce.".



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Proprio Francesco De Gregori, con il quale Fiorella Mannoia, nel corso degli anni, ha avuto modo di collaborare a più riprese, è uno dei grandi assenti di "Fiorella": "Ho provato a registrare qualcosa insieme a Francesco, ma purtroppo non siamo riusciti ad organizzarci con i tempi. Un'altra collaborazione che sogno da anni è quella con Paolo Conte, ma ho paura di ricevere un suo rifiuto", spiega la cantante, "ho ricevuto un rifiuto, invece, da parte di Vasco Rossi: gli ho proposto di registrare un duetto sulle note di 'Sally', ma era troppo impegnato con la scrittura e le registrazioni del suo nuovo disco. Mi aveva chiesto di aspettarlo, ma io avevo bisogno di chiudere le lavorazioni del mio disco. Così, mi sono dovuta accontentare di inserire 'Sally', all'interno dell'antologia, nella versione solista".

Parlando poi dei suoi futuri progetti, la cantante ha svelato: "Bisogna rinnovarsi: non a caso, per 'Fiorella' non ci siamo limitati a raccogliere le canzoni del mio repertorio così com'erano, ma le abbiamo riarrangiate e rivisitate. E' stato un esperimento che mi ha fatto pensare a quanto potrebbe essere bello rifare tutti i miei dischi in maniera completamente diversa: da artista, avverto la necessità di correre rischi, di mettermi in gioco. Ormai da due anni sto lavorando ad un disco di inediti le cui lavorazioni sono state sospese prima dalle registrazioni di 'A te' e poi da quelle della mia antologia. Posso anticiparvi che ci saranno molte canzoni scritte da me, un brano la cui musica è stata scritta da Ivano Fossati e altre canzoni firmate da Bungaro e Cesare Chiodo. Non so ancora la direzione che prenderò, per quanto riguarda le sonorità. Per ascoltare il risultato di questi due anni di lavoro, però, bisognerà attendere fino al 2016".

Dunque, qualche anticipazione in merito al tour in partenza a fine novembre e che vedrà Fiorella esibirsi in alcuni dei più importanti teatri italiani: "Nei nuovi concerti il pubblico potrà ascoltare i successi della mia carriera e i brani contenuti all'interno di 'Fiorella'. Non vedo l'ora di tornare ad esibirmi dal vivo: amo avere un rapporto diretto con il mio pubblico e vivo di live", dichiara la Mannoia, "se avrò degli ospiti con me, sul palco? Di sicuro accoglierò a braccia aperte chiunque vorrà partecipare ai live. Per l'ultima data, poi, penso ad un grande evento con tanti ospiti".

L'intervista si chiude con una dura dichiarazione di Fiorella Mannoia su Suor Cristina; incalzata dalle domande di alcuni dei giornalisti presenti all'incontro, che l'hanno invitata ad esprimere un proprio giudizio in merito al caso della religiosa scopertasi cantante, Fiorella afferma: "Suor Cristina? Se non avesse avuto l'abito da suora non sarebbe nemmeno arrivata in finale. Il problema è che oggi tutti possono vestire i panni di cantante".

(di Mattia Marzi)

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