NEWS   |   Pop/Rock / 22/10/2014

Gli "sconosciuti" dietro alle hit dei big. VIDEO

Gli "sconosciuti" dietro alle hit dei big. VIDEO

La recente scomparsa di Raphael Ravenscroft, interprete della frase di sassofono che caratterizza - e tanto ha contribuito al successo di - "Baker Street" di Gerry Rafferty, ha riportato l'attenzione su quei musicisti, a volte molto noti a volte del tutto sconosciuti, che con il loro talento e la loro inventiva hanno aiutato, quando non a volte addirittura determinato, l'affermazione di una canzone.





Un altro caso riguarda Herbie Flowers: è l'inventore e l'esecutore della frase di basso (suonata al contrabbasso e raddoppiata al basso elettrico) di "Walk on the wild side" di Lou Reed: una prestazione che gli fu pagata la "principesca" cifra di 17 sterline, il compenso standard dei turnisti di studio (lo stesso pagato a Ronnie Ross, il sassofonista che suonò l'assolo finale del pezzo, registrato alla prima take).





Il mandolino che rende indimenticabile "Maggie May" di Rod Stewart fu suonato invece da Ray Jackson, musicista di Newcastle e componente della band dei Lindisfarne, che non fu nemmeno citato nei credits del disco.




L'assolo di sassofono in "Careless whisper" di George Michael si deve invece a Steve Gregory, session man che ha suonato con chiunque, dai Rolling Stones ai Fleetwood Mac.





Non tutti sanno che l'organo in "Like a rolling stone" di Bob Dylan fu suonato da Al Kooper, che nel 1965 era un giovane chitarrista amico del produttore del disco, Tom Wilson. Fu Kooper a proporre l'inserimento di un organo; Wilson rispose distrattamente "ma tu sei un chitarrista", poi si assentò dallo studio e Kooper registrò l'intervento di tastiere che poi è rimasto nella storia della musica.




Il celebre assolo di trombino di "Penny Lane" dei Beatles si deve invece a un musicista di estrazione classica, David Mason. L’11 gennaio Paul McCartney aveva visto in televisione (BBC Two) un’esecuzione del Secondo Concerto Brandeburghese di Bach in cui era impegnato il trombettista David Mason con la New Philharmonia. Mason fu convocato in studio per registrare quella parte di trombino che diventerà distintiva della canzone (il trombino fu scelto fra i nove strumenti che Mason portò con sé alla bisogna; lo strumento che usò è stato venduto all’asta nel 1987 per 5800 sterline).
Mason registrò due sovraincisioni: l’assolo e la fioritura sul finale, che fu inclusa solo nella prima tiratura britannica e nella versione americana del 45 giri (documentate in "Anthology II") e fu pagato ventisette sterline e dieci pence.








In "Dark side of the moon", i Pink Floyd accreditano Clare Torry come "voice instrumental music". La cantante fu proposta alla band dal produttore Alan Parsons, e in studio improvvisò i vocalizzi che rendono inconfondibile il finale di "The great gig in the sky". Fu pagata 30 sterline - ma anni dopo ebbe la sua rivincita, anche economica.



E in Italia? Forse l'esempio più eclatante è quello di "Sapore di sale" di Gino Paoli, il suoprimo grande successo di classifica, in cui è protagonista un meraviglioso sassofono. A suonarlo è Gato Barbieri, che in futuro diventerà famoso, ma all'epoca, nel 1962, aveva trent'anni e si era appena trasferito a Roma - fu Ennio Morricone, arrangiatore della canzone, a convocarlo in studio per registrare la parte di sax.



Alberto Ciacci, fratello di Little Tony, è l'ideatore del "battito" di basso che introduce "Cuore matto" di Little Tony e continua a riproporsi per tutta la durata della canzone, presentata al Festival di Sanremo del 1966.




A suonare il violino sul palcoscenico del Festival di Sanremo del 1971, durante l'esecuzione da parte di Lucio Dalla di "4 marzo 1943", è uno dei musicisti del gruppo che all'epoca accompagnava il cantautore, gli Idoli; il suo nome è Renzo Fontanella, ed è lui il creatore del riff che ricorre dall'inizio alla fine del brano.



Angelo Branduardi, collega e amico di Roberto Vecchioni oltre che, all'epoca (1977), compagno di scuderia del cantautore milanese, collabora come violinista a parecchie canzoni dell'album "Samarcanda": è proprio nella canzone che dà il titolo all'intero album che il suo strumento diventa una componente fondamentale per il successo.




In effetti, però, il riff di violino di "Samarcanda" sembra preso pari pari da "Dance dance dance" dei Crazy Horse di Neil Young, un brano incluso nell'album eponimo risalente al 1971...




Claudia Mori, moglie di Adriano Celentano, andò in classifica nel con una canzone quasi parlata intitolata "Buonasera dottore". Il nome del proprietario della voce maschile non fu rivelato all'epoca, ed è rimasto ignoto ai più, eppure il suo contributo alle vendite del singolo non fu certo da poco. Era Franco Morgan, nome d'arte del doppiatore Franco Bianchi, scomparso ottantenne nel 2010.



Alessandro Alessandroni, romano, fondatore del gruppo vocale dei Cantori Moderni, è il "fischiatore" di "Per un pugno di dollari", "Per qualche dollaro in più", "Il buono il brutto il cattivo" di Sergio Leone (tutte colonne sonore di Ennio Morricone).




Di Ennio Morricone è anche la colonna sonora di "C'era una volta il West", sempre di Sergio Leone: qui a farla da protagonista è l'armonica a bocca di Franco De Gemini.





 

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