Fabio Treves festeggia 30 anni di carriera con 'BluesFriends'

Fabio Treves festeggia 30 anni di carriera con 'BluesFriends'
Storico rappresentante del “blues made in Italy”, l’armonicista milanese Fabio Treves festeggia i 30 anni di carriera con l’album “BluesFriends”. “Vuole semplicemente essere un riconoscimento al blues nel suo significato più semplice: quello dell’amicizia e della passione per un genere musicale che può essere considerato il punto di partenza e l’origine di tutti gli altri”. Il disco nasce dal desiderio di Fabio Treves di regalare al suo pubblico le prestigiose collaborazioni di amici musicisti che hanno aderito con entusiasmo al progetto. Oltre ai componenti della Treves Blues Band (Ale “Kid” Gariazzo alla chitarra/mandolino/dobro/slide, Massimo Serra alla batteria, Tino Cappelletti al basso e Paolo Bonfanti, chitarrista e produttore artistico del disco), con cui l’armonicista suona da oltre dieci anni, “BluesFriends” accoglie importanti partecipazioni. “Hanno suonato Chuck Leavell, leggenda vivente, già con gli Allman Brothers e tastierista di Eric Clapton e Rolling Stones, Willy De Ville, Roy Rogers, John Popper, armonicista leader dei Blues Traveler, Linda Gail Lewis, pianista/cantante e sorella del mitico Jerry Lee, oltre che collaboratrice di Van Morrison. Ma su tutti sono orgoglioso dell’intervento di Mike Bloomfield, uno dei più grandi chitarristi bianchi artefici del rilancio del blues in America, in un inedito documento storico del 1980 che lo vede al piano e voce accompagnato da me all’armonica”. Oltre a brani inediti composti dallo stesso Treves, da Gariazzo e da Bonfanti, l’album comprende alcune cover di storici blues: “Amen A.C.” di Larry Carlton, “I’m in the mood” di John Lee Hooker, “Ever since I lost you” di Roy Rogers, “Walkin’ Blues” di Robert Johnson e “Mean mistreater” di Muddy Waters. Facendo un bilancio di 30 anni di carriera, non ci si stanca a suonare sempre il blues? “Assolutamente no. Ogni volta è sempre come fosse la prima. E, a differenza di quello che si possa pensare, il pubblico italiano ama sentire il blues dal vivo”. I concerti di Treves sono infatti seguitissimi (l’armonicista è impegnato in un tour di 80 date all’anno). Per uno che ha suonato con Little Steven, Stevie Ray Vaughan, Frank Zappa, ma anche con artisti nostrani fra cui Mina, Cocciante, Bertoli, Finardi, Graziani e Branduardi, qualche aneddoto da raccontare ci sarà sicuramente. “Ormai mi chiamano il ‘Signore degli Aneddoti’… Mi ricordo di una volta in cui dovevo suonare con Willy De Ville ma lui, una volta arrivato sul palco, si accorse di aver dimenticato la chitarra in macchina”. E della storica performance con Frank Zappa a Milano e Genova nel 1988? “Ho scoperto proprio in questi giorni che quel concerto è stato distribuito in America dagli eredi in un bootleg. E’ una grande gioia”. Un sogno per il futuro? “Un album su di un bluesman del passato tipo Robert Johnson con la colonna sonora della Treves Blues Band”. Lunga vita al blues...
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