Gli Spandau Ballet al cinema: gli anni '80, il "New romantic", le rivalità

Gli Spandau Ballet al cinema: gli anni '80, il "New romantic", le rivalità

Sarà nelle sale italiane il prossimo 21 e 22 ottobre il film-documentario "Spandau Ballet - Il film: soul boys of the western World" di George Hencken (la lista completa delle sale è consultibile sul sito della Nexo). Il film racconta la storia degli Spandau Ballet: "Siamo stati cinque ragazzi che avevano conquistato il mondo, abbiamo vissuto un'epoca fantastica"  dice Tony Hadley, nella frase usata come slogan per il film.

L'epoca è quella del "New romantic", del pop anni '80, della rivalità con i Duran Duran. Già, le rivalità: Beatles vs. Stones, Oasis vs. Blur. Vasco vs. Liga, per rimanere in Italia. Ma quella tra le band di Simon LeBon e Tony Hadley è stata una delle più forti - chi è cresciuto negli anni '80 se la ricorda bene. Si è un po' persa nel tempo, anche perché la storia degli Spandau Ballett è meno costellata da ritorni e sparizioni rispetto a quella dei Duran Duran, che invece sono tornati spesso e hanno avuto anche successi negli anni '90. C'è una scena fantastica, nel film: gli Spandau e i Duran partecipano l'uno contro l'altro ad un quiz in TV. Sono all'apice del successo, e della rivalità. I Duran vincono. Gli Spandau perdono. E' solo un quiz in TV, non il risultato di vendite del nuovo singolo. Ma le facce disperate degli Spandau la dicono lunga sull'aria di competizione che tirava tra le band, in quel periodo. E sì che si dichiaravano  pure amici.

Gli Spandau Ballett si sono riformati per la prima volta nel 2009, vent'anni dopo lo scioglimento burrascoso e trent'anni dopo la loro nascita. Un disco di inediti, "Once more", un tour. E ora quella reunion, dopo qualche anno, prosegue con un altro tour, una raccolta e questo film, che racconta tutta la storia, dalle origini proletarie, al dandismo, alla bella vita del successo, alle liti che hanno diviso il gruppo, al ritorno. 




 

Si erano formati nel 1979: i fratelli Gary e Martin Kemp (il primo bassista e tastierista, il secondo chitarrista) mettono assieme la band con i loro compagni di scuola John Keeble (batteria), Tony Hadley (voce) e Steve Norman (chitarra e sax). Il gruppo si inserisce nel filone "New romantic", quello che recupera le attitudini "glam" degli anni '70, si ispira ai Roxy Music, ma le innesta sul pop, all'interno di una scena londinese in cui il punk stava tramontando.

Il singolo di debutto "To cut a long story short" entra subito nelle charts. Nel 1981 esce il primo album "Journeys to glory" di lì a poco il singolo "Chant n.1" li porta in classifica in USA. Dopo l’album “Diamond" li rende delle star grazie al successo di singolo come "True" e "Gold", primi di una serie da numero uno, capaci di entrare anche nella top ten USA. 

E’ qua che inizia la rivalità tra Spandau Ballet e Duran Duran, sapientemente alimentata dai media e dalle stesse band. Una rivalità tale da dividere una generazione di fans in delirio come non capitava dai tempi dei Beatles e dei Rolling Stones. I i critici però storcono il naso di fronte all’attenzione per il sofisticato look: siamo negli anni ’80, appunto, gli anni di MTV e dei vidoclip, quelli in cui un passaggio in TV con il look giusto, un videoclip fanno le differenze in fama e vendite ma la troppa attenzione all’immagine viene vista male una buona fetta di pubblico e stampa. Ma il gruppo marcia a pieno ritmo, e viene invitato al Live Aid del 1985 e nel 1986, dopo una fortunatissima raccolta di singoli, esce “Through the barricades”, in cui provano a dare una dimensione poltica alla loro musica, scioccati dai conflitti nell'Irlanda del Nord. Il disco ha buon riscontri in termini di stampa, ma non in termini di vendite, però: un successo enorme in Europa, ma in America non riesce a ripetere il successo di “True”. Di lì a poco, un tour troppo lungo, dispute all’interno del gruppo e il cambiamento di gusto del pubblico contribuiscono a un inaspettato scioglimento dopo “Heart like a sky” del 1988. 

Da allora i fratelli Kemp si dedicano a cinema e tv, mentre Tony Hadley tenta la carriera solista, con scarso successo. Dopo una causa intentata ai fratelli Kemp per cercare di recuperare i soldi dei diritti d’autore, Norman, Keeble e Hadley si esibiscono insieme in alcuni concerti che hanno dichiaratamente lo scopo di evitare la bancarotta. Negli anni, voci su una reunion si inseguono periodicamente: nel 2007 fonti non confermate sostengono che la line-up completa si sia esibita privatamente a Las Vegas. Fino al 2009, al ritorno con “Once more” e con un tour. La band si ritrova nel 2014, per promuovere il film documentario "Soul Boys of the Western World" e la raccolta “The very best of Spandau Ballet: the story”, in attesa di un nuovo album di studio previsto per il 2015. 

"Soul Boys of the Western World”, alla fine, non è solo un film sulla band, ma un documentario su un periodo, gli anni ’80 e la metafora di ascesa e caduta di ogni band baciata dal successo in quel periodo: racconta la storia degli Spandau Ballet per raccontare un momento in cui la musica, e non solo, è cambiata.



 

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