Concerti, U2: le ultime voci sul tour di 'Songs of innocence'

Concerti, U2: le ultime voci sul tour di 'Songs of innocence'

Che gli U2 possano far seguire un tour alla pubblicazione di "Songs of innocence" è una notizia solo per metà: legati dal 2008 da un contratto (milionario) di management della durata di dodici anni con il colosso del live entertainment Live Nation, è per lo meno irrealistico pensare che i quattro irlandesi decidano di interrompere una consolidata routine promozionale che solo negli ultimi anni - quelli del faraonico 360° Tour - ha fruttato un incasso lordo di oltre 700 milioni di dollari, record ad oggi rimasto imbattuto anche dagli altri grandi del rock mondiale.

La notizia, se c'è, è quella del ridimensionamento delle operazioni anticipato da Bono a Absolute Radio: qualche giorno fa, prima di essere ospite del neosposo George Clooney a Venezia, il frontman della band di "War" e "Boy" ha esplicitamente parlato, ai microfoni dell'emittente, di un tour "nelle arene al coperto", lasciando addirittura intendere di aver già opzionato la O2 Arena di Londra - la grande struttura sulle sponde del Tamigi già utilizzata, tra gli altri, dai Led Zeppelin per la loro reunion dal vivo del 2008 - per una o più date.

Di certo, una produzione meno elefantiaca di quella che caratterizzò il 360° Tour non solo potrebbe far felici contabili e tecnici (e, perché no, anche fan, che potrebbero sperare in prezzi dei biglietti non esorbitanti), ma lascerebbe più spazio all'entourage del gruppo nel progettare l'itinerario delle date. Che sarà lungo, e che - in ogni caso - dovrà fare i conti con la pubblicazione gemella a "Songs of innocence", "Songs of experience", che a detto di Bono dovrebbe debuttare sui mercati prima della fine del prossimo anno.

La scorsa tournée aveva privilegiato le due piazze storicamente trainanti dell'industria della musica dal vivo, nordamerica e Europa (con due tranche ciascuno), limitando a cinque le date tra Australia e Nuova Zelanda, a tre in sudamerica, a due in Africa (a Johannesburg e Città del Capo) e snobbando completamente Giappone e quelli che, oggi, sono considerati anche sotto questo aspetto paesi emergenti come Cina, Corea del Sud e Emirati Arabi. La scelta degli U2 di riportare il proprio show al coperto potrebbe - in teoria - avvalorare la voce (ovviamente tutto meno che ufficiale) che vorrebbe il tour partire in maggio da Vancouver, in Canada, alla Rogers Arena, lasciando però un grosso punto di domanda su che direzione potrebbe prendere la stringa di date: escludendo per ipotesi l'Europa del sud, che di fatto bandisce eventi indoor tra giugno e agosto, potrebbe essere plausibile immaginare una branca pre-estiva in nordamerica, che possa preludere a uno spostamento agli antipodi (dove sarà inverno) al quale segua poi una tranche asiatica e in Medio Oriente, con un ritorno in Europa solo dopo l'autunno del 2015. E' anche vero, però, che una produzione più snella possa far gola ai promoter dei grandi raduni estivi all'aperto, che Bono, nell'intervista a Absolute Radio, non ha citato. Chi ricorda l'apparizione a Glastonbury nel 2011 sa che per il gruppo i grandi raduni non sono un tabù, e uno loro presenza come headliner movimenterebbe di certo la ricca stagione estiva europea. E non solo, anche perché - già in tempi non sospetti - Paul Tollett, fondatore del festival Coachella, in programma quest'anno nei due weekend centrali di aprile, rivelò l'esistenza di mutuo interesse tra i coordinatori del mega evento di Indio, California, e il gruppo irlandese, assicurando però di considerarlo opzionabile solo dopo l'edizione 2014 della manifestazione. E se la prossima fosse la volta buona?

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