Fedez, intervista su "Pop-Hoolista": “Non mi considero un rapper" - VIDEO

Fedez, intervista su "Pop-Hoolista": “Non mi considero un rapper" - VIDEO

Sorriso grande e aperto, tono e parole misurate quando parla e risponde alla domande sul nuovo album “Pop-Hoolista”. Nelle canzoni invece la parole sono taglienti, e non ce n’è per nessuno: politici, star dello spettacolo, colleghi. Non ha paura di dire quello che pensa, Fedez; ma, incontrando la stampa ripete più volte che spera si capisca bene quello che sta cantando, valuta bene il peso delle sue parole. Fedez è lontano miglia dallo stereotipo del rapper sbruffone e arrogante. Lucido e misurato, coglie l’occasione per ribadire la sua diversità: “Io ho sempre fatto della semplicità la mia arma. Devi essere semplice e non banale, è la cosa più difficile”, spiega. Anche e soprattutto adesso che con questo nuovo album, dopo il successo di “Sig. Brainwash” e la popolarità derivata dalla presenza in TV. Ammette di vivere male quello che lui chiama "il suo imborghesimento artistico", ovvero il successo. “Però finché non svilisci la tua dignità, va bene. Il problema è che cresci in un ambiente di nicchia dove ti dicono che non devi avere successo”, dice, con riferimento alla scena rap italiana.



Contenuto non disponibile


 

E’ proprio per questo che Fedez si definisce “diversamente rapper” e dice di amare il punk: “Sono cresciuto negli anni ‘2000, quando band come i Green Day o i Blink-182 spazzarono via tutto il pop. Affrontare tematiche sociali fa parte di quella cultura, che io ho traslato in un altro genere”. Poi prende le distanze in maniera netta dal resto della scena italiana: “Non mi considero un rapper, vengo da quell’ambiente, ma ho fatto il culo agli altri, arrivando dove vorrebbero arrivare tutti, almeno in termini di successo - in termini artistici non mi permetto di giudicare. Però in questo ambiente è difficile mettere la testa fuori dal vaso. Ma se non lo faccio adesso, quando lo faccio? Io, poi, non ho mai parlato di collettività, di cultura hip-hop, di famiglia che si vuole bene, perché non è così, non esiste”.

Tutto questo si ritrova nell’album, inciso con la collaborazione ai testi di Matteo Grandi e di Fausto Cogliati, Roofio, Dabeatfreakz, Congo Rock e degli australiani Twice as Nice alle basi. Brani più in linea con la produzione passata di Fedez, come "Generazione boh", si uniscono a inedite prove quasi cantautorali, come la title-track, basata su un semplice arpeggio di chitarra e su un ritornello, cantato da Elisa. “Sarei voluto andare a Sanremo con questa canzone, ma Elisa non sarebbe venuta. E da solo non avrebbe senso andarci”, confessa. “Il fatto è che il rap è sdoganato fino ad un certo punto. In Italia si valuta soprattutto il talento della voce, non quello della scrittura. Il talento dei rapper è di non avere talento e in certi contesti come Sanremo è difficile farlo capire da soli”.

Nel disco ci sono collaborazioni con Noemi, Francesca Michielin, Malika Ayane. Ci sono molte chitarre elettriche che ha derivato dal punk, appunto. C’è eterogeneità nei suoni, tenuta assieme da un’idea di fondo. “Lo definisco un concept album, prendendomi una licenza poetica. Ma non è un disco che ha esigenze particolari di cambiare delle cose, non va preso come un disco sovversivo, è quello che mi sentivo di fare. Il cambiamento è nella produzione”, spiega. “Ogni anno cambio il processo creativo, mi annoio. In passato mi arrivavano le basi e scrivevo di getto, questa volta sono partito dal concept, la voglia di raccontare quello che vedo, poi sono arrivate le basi ed ho scritto i testi”, spiega. Il concept è appunto quello delle contraddizioni dell’Italia (“L’italiano è così individualista che sta diventando come un’attaccante di calcio balilla”, canta nella title-track) del singolo “Generazione boh” (“Generazione tele voto con i cervelli sotto vuoto sempre più risucchiati dal tele-vuoto”). Non ha paura di fare nomi e cognomi, appunto: dopo avere annunciato di avere scritto una canzone per il raduno del Movimento 5 Stelle in cui se la prende con il presidente Napolitano, attacca Francesco Facchinetti (“Il mio paese chiama Facchinetti figlio d’arte”, canta, poi spiega: “Nulla di personale, ma ha avuto delle occasioni che non si meritava”), con Barbara D’Urso in “Non c’è due senza trash” (“Ma non non farò l’errore di coinvolgerla nel video, come ho fatto con Signorini - che fu gentile ed intelligente a prestarsi al gioco. Per me è stata una sconfitta: I miei fan l’hanno letta come Fedez lecca il culo, senza cogliere l’ironia”).

E poi racconta della sua nuova avventura discografica: “Pop-hoolista” è il suo primo album ad uscire, in licenza SonyMusic, per la Newtopia, l’etichetta fondata assieme all’amico J-Ax: “Sto portando avanti una mia idea diversa di discografia. Io ho un background diverso, da self-made man. E’ cambiato che abbiamo ucciso l’intermediario, avevo un management che non c’è più: ora sono il manager di me stesso e parlo con direttamente con la Sony. Assieme alla Sony abbiamo recuperato un modello degli anni ’90: il finanziamento a fondo perduto. Finanziamo dischi senza fini commerciali, in free download. Oggi non puoi prendere un rap e metterlo direttamente su una major, devi farlo conoscere prima”.

Quanto al rapporto con J-Ax, socio di etichetta che compare “Viva l’IVA”, dice “Siamo i due capi. Io sono quello più cattivo e incazzato e che farebbe la guerra a tutti. Mi hanno messo in guardia tutti sul fare una società con un amico, perché quando entrano di mezzo i soldi rischia di diventare un casino. Invece andiamo d’accordo, non litighiamo, cosa che per me è incredibile”.

Il prossimo appuntamento, dopo la lunga maratona in TV come giudice di X Factor 8, è per il 22 marzo al Forum di Assago per “Pop-Hoolista il concerto”.

Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!
Scheda artista Tour&Concerti Testi

© 2019 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini fotografiche rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, quindi, libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.