L’esordio di Van Hunt: 'Vi presento la mia 'situation music''

L’esordio di Van Hunt: 'Vi presento la mia 'situation music''
E’ stato acclamato da Alicia Keys come “uno dei più incredibili musicisti che io conosca”. A 26 anni è compositore, produttore, arrangiatore, cantante e polistrumentista (suona sassofono, basso, batteria, tastiere e chitarra). L’omonimo esordio attinge dalla musica nera, dal rock anni Settanta, dal soul, il funk, il R&B, riuscendo a coniugare il tutto con una moderna sensibilità pop. Van Hunt non ha trascorso un’infanzia delle più serene. “Mio padre lavorava in una fabbrica dove c’era un elevato grado di temperatura. Per questo ha avuto dei problemi di salute. E’ stato ricoverato in un manicomio in seguito alle conseguenti alterazioni caratteriali che l’elevato calore gli aveva procurato. Andavamo spesso a trovarlo. Lui era un appassionato di musica, così come molti dei suoi amici. Era anche un pittore a tempo perso. Visto con gli occhi di un adolescente, il suo stile di vita era abbastanza affascinante. Vestiva in modo bizzarro, fumava erba ed era sempre a caccia di belle donne. Mi piaceva guardarlo amoreggiare con qualche signora, spiandolo dalla porta socchiusa, ascoltare lo strano suono che creavano assieme. Qualche volta, dopo che avevano consumato, strisciavo nella stanza chiedendomi a quale mondo appartenesse quel mix speciale di sudore e profumo”. L’esordio di Van Hunt (di Dayton, oggi residente ad Atlanta) vanta prestigiose collaborazioni: da Wendy Melvoin, chitarrista nel progetto Prince & the Revolution, al batterista Matt Chamberlain (David Bowie, Tori Amos), dal percussionista Lenny Castro (Eric Clapton, Rolling Stones) al tastierista Patrick Warren (Red Hot Chili Peppers, Macy Gray), fino al trombettista Nolan Smith (Marvin Gaye) e David Campbell, padre di Beck, arrangiatore delle partiture per archi in “What can I say” e “Precious”. Come li ha scovati, o loro hanno scovato lui, è tutto merito del passaparola e delle reciproche dichiarazioni di stima. Van Hunt si dichiara ispirato dalla musica di Prince, Muddy Waters, James Brown, Ray Charles, Charles Mingus, Thelonious Monk e Duke Ellington. “Ho iniziato ad accostarmi alla musica all’età di sette anni e ho sempre ascoltato tantissimi dischi. Mi sarebbe piaciuto fare il batterista professionista, ma per questo strumento mi considero soltanto un autodidatta. Per il sax, invece, ho preso lezioni: di contralto e baritono”. Van Hunt ha una precisa definizione per la sua musica: “situation music”. “E’ lo stesso processo che utilizza un autore di film quando caratterizza i suoi personaggi. I miei sono perlopiù frutto di immaginazione. La mia attuale ragazza mi ha fornito molta ispirazione, ma posso considerare autobiografiche solo un paio di canzoni dell’album”. I testi di Van Hunt parlano di burrascose relazioni sentimentali, infelici ricordi d’infanzia, rimpianti per ciò che si è perduto. Fra tutte, spicca “Highlights”. “E’ probabilmente una delle canzoni più personali. Parla di una intensa relazione che ho avuto. Un giorno lei decise che era venuto il momento di un cambiamento, senza nemmeno consultarmi. La mia risposta è stata: ‘Baciami il culo’”. L’esordio di Van Hunt esplora le molteplici sfaccettature dell’amore. “Ci sono molte strade per avvicinarsi all’amore. E’ la cosa che mi ha sempre intrigato: quando ti innamori di una persona e valuti l’effetto che questo sentimento ha su te stesso. Esattamente l’opposto di quello che succede in politica”. In questo contesto si inserisce perfettamente un brano come “What can I say”. “Parla di una mia amica che ha perso sua madre. Le è apparsa in sogno per circa due ore. E’ affascinante come qualcuno che ami possa manifestarsi nel cuore della notte”. Le composizioni confluite nell’esordio di Van Hunt risalgono al periodo fra il 2002 e il 2003. Cosa si aspetta in futuro? “Ho in progetto di realizzare altri due album. Ho già pronte le canzoni”. Visto che vivi in America, cosa pensi del successo che stanno riscuotendo gli Outkast? “Il loro ultimo album lo considero musicalmente incompleto. E’ la prima impressione che ho avuto ascoltandolo. Forse avrebbero fatto di meglio con un produttore più attento. Preferivo i loro lavori precedenti”. Mentre i N.E.R.D. li liquida sostenendo che “hanno un sacco di idee”. Quindi, con quali artisti Van Hunt vorrebbe collaborare? “Con gli Individualz e i Devin The Dude”. Tornando all’inizio di questa intervista – e quindi alle belle parole di Alicia Keys su Van Hunt – i due saranno in tour assieme durante il mese di luglio. “Alicia è una ragazza adorabile e aprirò i suoi concerti. Sarà un modo per farmi conoscere. Ho lavorato con lei prima del suo primo disco e siamo rimasti molto amici”. E che tipo di show proporrai? “A metà fra il Prince degli esordi e i Fletwood Mac. Vuoi una curiosità? Le radio americane di musica nera non mandano in onda le mie canzoni…”.
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