George Hamilton IV, veterano del Grand Ole Opry, l'istituzione custode della tradizione musicale americana, conosciuto come l'ambasciatore mondiale del country a causa del successo riscosso non solo entro i confini statunitensi ma anche in Europa e Regno Unito, è morto ieri, mercoledì 17 settembre, a Nashville: a risultare fatale alla settantasettenne voce nativa del Nord Carolina è stato un attacco cardiaco che l'aveva colpito due settimane fa.
Nato a Winston-Salem, Hamilton - che nel corso della sua carriera ebbe l'opportunità di dividere i palchi con, tra gli altri, Buddy Holly e gli Everly Brothers - raggiunse un primo picco di popolarità nel 1956, quando la sua interpretazione di "A rose and a Baby Ruth" di John Loudermilk si spinse fino al sesto posto nelle classifiche di vendita USA: muovendosi in un territorio a cavallo tra pop e tradizione, l'artista venne nominato membre dell'Opry nel 1960, quando con "Before this day ends" riuscì a conquistare il quarto posto nelle chart d'oltreoceano. Seguì una lunga serie di successi come "Three steps to the phone (Millions of miles)", "To you and yours (From me and mine)" e "If you don't know I ain't gonna tell you", fino a "Abilene" del 1963, che rappresentò - commercialmente - una delle vette più alte della sua carriera, poi tornata alla ribalta decenni dopo con l'inserimento nella colonna sonora del film "Un mondo perfetto" con Kevin Costner e Clind Eastwood.
Anche presentatore televisivo nella seconda metà degli anni Sessanta, Hamilton tra i primi cantanti americani a esibirsi dall'altra parte della cortina di ferro, esibendosi - già tra la fine degli anni Sessanta e l'inizio dei Settanta, in Unione Sovietica e Cecoslovacchia. Il suo ultimo album, "In the heart of Texas", risale al 2011.
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18/09/2014