Arrivano i Push-Hertz, la band che se ne frega

Arrivano i Push-Hertz, la band che se ne frega
Anni fa Walter Veltroni aveva coniato un celebre slogan in lingua inglese, “I care”, per rimarcare la partecipazione consapevole di una certa area politica e di pensiero ai fatti e ai problemi del mondo. Oggi i Push-hertz, bizzarro duo punk-dance bolognese che si annida nel Web e (per ora) nel mercato discografico di sottobosco, replicano con un altrettanto sintetico “Me ne frego”, titolo di un vinile 12 pollici (ed Mp3) che prende di mira tante deleterie manie contemporanee: la fissa per i telefonini, la Tv spazzatura, le vacanze di massa, i sondaggi e le inchieste che sputano sentenze sul mondo dei “giovani”. Il loro, di slogan, richiama in realtà tutt’altro periodo della storia e del costume italiano, quello del ventennio fascista (e altrettanto fa “Tanti gusti”, prossimo singolo annunciato per settembre e caratterizzato da un refrain in stile anni ’30). Ma non c’è, in tutto questo, nessuna connotazione politica. “Il riferimento è scherzoso, e si ferma lì. La prerogativa principale dei Push-Hertz è di far tutto con irriverenza e per il puro gusto del divertimento”, si affretta a precisare Ciro Pagano, produttore artistico della “band” come componente dei Datura nonché vecchia conoscenza dell’underground bolognese (fu uno dei fondatori degli ormai leggendari Gaznevada, capiscuola del punk e della new wave italiana). Il capoluogo emiliano è anche il terreno d’azione di “Panik” (chitarra e tastiere) e “Kativo” (tastiere e sampling), i due misteriosi componenti di una band da fumetto che si ispira graficamente ai cartoon di South Park e Beavis & Butthead e “filosoficamente” a tutto quanto è politicamente scorretto: l’esplicito doppio senso del nome e un’esplorazione del suo divertente sito Internet (www.push-hertz.it, o .com) rende bene l’idea. “Quando abbiamo sentito il demo che ci avevano mandato in studio di registrazione ci siamo esaltati”, racconta Ciro. “Io ci ho ritrovato lo spirito dissacrante del vecchio punk, un’attitudine trash estremamente divertente. A me fanno venire in mente i Residents, per il modo sfuggente e ironico di porsi in pubblico; o anche i Sigue Sigue Sputnik, per l’uso delle voci, il ritmo battente e i giri elementari di sequencer” (i diretti interessati citano invece Right Said Fred, Depeche Mode, Ramones e Daft Punk come influenze primarie).
“Me ne frego”, in edizione originale “chemical-punk” e in varie versioni club mix elaborate dai Datura, è nei negozi da qualche settimana su etichetta Saifam. E per il futuro il gruppo ha in progetto la distribuzione di CD multimediali con giochi e filmati interattivi. Ma è tra le maglie larghe di Internet che i Push-Hertz si muovono più a loro agio. “Senza il Web non esisterebbero neppure”, conferma Ciro. “C’è una crew di amici e collaboratori che interagisce nella gestione del sito. L’open source, la libertà di comunicazione in rete fanno parte del modo d’essere del gruppo”: che infatti incoraggia la “community” a partecipare all’evoluzione del progetto con contributi grafici, musicali, di web design. A condizione che venga rispettato l’unico, assoluto (e salutare) imperativo del gruppo: non prendersi mai sul serio.
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