Sony-BMG: dopo le obiezioni di Monti, qualche dubbio sull'esito del 'merger'

Sony-BMG: dopo le obiezioni di Monti, qualche dubbio sull'esito del 'merger'
La Commissione Europea ha concesso un'altra settimana di tempo a Sony e BMG per rispondere punto per punto alle obiezioni formali sollevate riguardo al loro progetto di fusione: operazione che a questo punto gode, nelle previsioni dei “bookmakers”, del 50 % appena di probabilità di successo.
Il relativo pessimismo sull'esito della vicenda nasce da alcune considerazioni espresse dal commissario antitrust Mario Monti nel documento “riservato” (si fa per dire, a questo punto…) inoltrato alle due case discografiche: il fascicolo di 60 pagine, rivela il New York Post dopo esserne venuto in possesso di una copia, si conclude osservando che, “ad una visione preliminare, la concentrazione proposta è incompatibile con il mercato comune dal momento che rafforzerebbe una posizione di dominio collettivo nel settore della musica preregistrata”. Monti e il suo staff, che temono una collusione esplicita o implicita tra le major in materia di prezzi dei CD (vedi News), attaccano l'industria discografica per averli mantenuti più o meno costanti nonostante la flessione della domanda, sostenendo che una maggiore flessibilità su questo fronte avrebbe potuto rappresentare una risposta efficace alla pirateria digitale e che il settore si è mostrato finora incapace di rispondere alle nuove sfide tecnologiche poste da Internet. L'Antitrust mette anche in dubbio che una riduzione dei costi fissi di esercizio, obiettivo primo della fusione, possa tradursi in un vantaggio per i consumatori in seguito a una riduzione dei prezzi al pubblico, esprime preoccupazioni riguardo alla sorte degli artisti sotto contratto con Sony e BMG (molti dei quali rischierebbero il “licenziamento” dopo la fusione) nonché ai possibili intrecci editoriali tra le due società, nonostante le rispettive aziende di publishing siano state tenute fuori dai progetti di incorporazione (vedi News).
I vertici delle due case discografiche continuano comunque a professare ottimismo: anche quando ha emesso un documento formale di obiezioni, fino ad oggi la Commissione Europea ha approvato circa il 70 delle fusioni sottoposte al suo esame.
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