I Beastie Boys a Roma

I Beastie Boys a Roma
Ampio spazio è concesso dai maggiori quotidiani nazionali all’esibizione romana dei Beastie Boys, che hanno suonato al Pala Cisallfa. Giuseppe Videtti di Repubblica, che ha incontrato i rapper durante il loro soggiorno nella capitale, ha raccolto qualche dichiarazione di Adam Yauch, espressosi sulla guerra in Serbia, sugli imminenti Tibetan Freedom Concerts e sul futuro del rock:
"E' bello essere a Roma, non abbiamo mai suonato prima nella capitale. Ma è inquietante pensare che a due passi da qui una guerra folle miete vittime ogni giorno. E' stato uno sbaglio, un grande sbaglio usare la violenza per reprimere la violenza. Senza prima aver esplorato tutte, ma proprio tutte, le possibilità diplomatiche. L'America e i suoi alleati troppo spesso e avventatamente stanno facendo ricorso alla guerra per risolvere qualsiasi tensione tra i paesi di questo pianeta".
"(il Tibetan Freeddom Concert) Quest'anno si svolgerà in quattro città contemporaneamente. Al primo incontro, a San Francisco nel 1996, c'erano 100.000 persone. L'anno scorso a Washington ce n'erano 500.000. Ma non dobbiamo fermarci, il mondo ancora non sa che i diritti umani vengono calpestati ogni giorno in Tibet e in Cina".
E infine: "La musica comunica da millenni. Qualsiasi cultura, in qualsiasi parte del mondo, si esprime anche attraverso la musica. Finché sotto il palco ci sarà un solo ragazzo, varrà la pena di continuare a suonare. Quando non ci sarà più nessuno, il rock dovrà trovare una nuova strada. Il rock, non la musica".
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