Universal, il presidente La Falce assume anche la direzione del 'local'

Piero La Falce, presidente e amministratore delegato della major di casa Vivendi, ha scelto di fare da sé: autonominandosi al ruolo di direttore della divisione locale di Universal, rimasto vacante dopo soli quattro mesi di reggenza da parte di Paolo D'Alessandro, il manager italiano proveniente da un'esperienza internazionale alla Roadrunner (vedi News).
Rockol lo ha incontrato per farsi spiegare i motivi di questa scelta. Partendo naturalmente dal divorzio lampo con D'Alessandro: argomento su cui il numero uno (oggi più che mai) di Universal mostra di non voler entrare troppo in dettaglio. "Preferisco che ne parli lui, se ne avrà voglia. Io dico solo che mi aspettavo che le cose andassero diversamente, e che le premesse del suo impegno professionale con noi non si sono concretizzate: per colpa di chi, a questo punto non ha importanza". La Falce è disposto a fare autocritica: "Sono stato io a volere Paolo in azienda: avevo lavorato a stretto contatto con lui, mi era sempre piaciuto e ritenevo che la sua assunzione potesse rappresentare un elemento di forte novità. Il mio progetto è fallito, e me ne assumo tutte le responsabilità. Lo considero tuttora un manager di grandi qualità, merce rara di questi tempi: sa comunicare con gli artisti e possiede, secondo me, il potenziale per una carriera di rilievo anche a livello internazionale. Le nostre priorità evidentemente non coincidevano: peccato davvero". La sua "perdita" arriva pochi mesi dopo quella di un altro top manager, Graziano Ostuni: "Un altro ottimo professionista", dice oggi La Falce tornando a freddo sull'argomento. "Quando ho deciso di riorganizzare la struttura scindendo la gestione del repertorio locale dall'internazionale non sono riuscito a convincerlo a rimanere con noi. Si è sentito dimezzato nel ruolo che ricopriva in precedenza e ha deciso diversamente. Lo posso capire".
Ed ecco dunque delinearsi la fase 3, quella che vede La Falce assumere un ruolo operativo, diretto, "nella divisione più delicata e complessa dell'azienda: quella che ha che fare quotidianamente con gli artisti e con la produzione dei dischi". Sotto di lui l'organigramma della divisione, 10 persone in tutto, resta immutato: con Maria Pia Pumo (produzione) in posizione di staff e una linea gerarchica che, a partire dal direttore A&R e marketing Stefano Zappaterra, include gli A&R manager Leo De Rosa, Davide Benetti e Marta Carpinelli, i marketing manager Edi Campo e Giuseppe Bergamini, i promotion manager Rossana Moro, Tomaso Cavanna e Stefano Seresini. "Il mio obiettivo", spiega La Falce, "è quello di formare una squadra efficiente. Oggi è indispensabile un approccio diverso al mercato: rispetto alla distribuzione, alla ricerca artistica, al marketing, agli investimenti promozionali, alle tecnologie. Ci vuole una mentalità nuova, e rinunciare ad abitudini consolidate è la cosa più difficile di questo mondo. Gestire questa trasformazione è la mia missione: voglio far crescere le persone che si trovano all'interno dell'azienda, non avrebbe avuto senso cercare al di fuori un sostituto. Per questo ho deciso di mettermi in gioco in prima persona: mi sembra giusto, dato che sono io il responsabile ultimo di tutto quello che succede in questa azienda".
Il nuovo assetto prevede anche uno sfoltimento del cast artistico, da 24 a 19 nomi. La Falce tiene la bocca cucita, anche perché alcune situazioni contrattuali sono in corso di definizione: "Ma ingaggeremo altrettanti artisti nuovi, o già affermati. Con contratti adeguati alle condizioni attuali del mercato e di natura artistica, non di licenza o di distribuzione: la proprietà dei master, oggi, è un requisito più che mai irrinunciabile".
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