NEWS   |   Italia / 11/09/2014

Fabi, Silvestri e Gazzé: 'Noi come Dalla e De Gregori' VIDEOINTERVISTA

Fabi, Silvestri e Gazzé: 'Noi come Dalla e De Gregori' VIDEOINTERVISTA

È in un'osteria nel cuore di una Roma ancora affollata dai turisti (e presa in giro dal tempo) che Niccolò Fabi, Daniele Silvestri e Max Gazzé hanno deciso di incontrare la stampa per presentare in anteprima il loro primo - e atteso - album congiunto, "Il padrone della festa" (una co-produzione Sony/Universal). Quella di dare alla luce questo album "a sei mani", che sarà disponibile in tutti i negozi di musica a partire da martedì 16 settembre, è un'idea che è nata dopo un viaggio in Sud Sudan che i tre hanno compiuto insieme, ma che parte da lontano, dagli anni Novanta; in quel periodo, infatti, la scena musicale romana viveva un periodo di particolare fermento, e sui palchi dei diversi locali, ogni sera, si incontravano tanti musicisti. È proprio su uno di quei palchi che è nato l'incontro, il rapporto e l'amicizia tra Fabi, Silvestri e Gazzé: "Abbiamo deciso di collaborare insieme tempo fa, e da questa voglia di collaborare sono nate tante idee, in questi anni", ha spiegato il trio, "tra queste tante idee c'era quella di fare un disco insieme, comporre un album dalla prima all'ultima nota: questa idea si è concretizzata e ciò ha comportato una serie di impegni che ci hanno visti procedere alla produzione di questo disco. La nostra è stata una scelta anacronistica, in controtendenza rispetto ai tempi che stiamo vivendo. Volevamo fare un disco insieme, ma farlo bene, seriamente, con il cuore. E abbiamo deciso di farlo ora, in questo preciso momento delle nostre rispettive carriere soliste, perché ci siamo sentiti pronti per farlo".

Sono felici, Niccolò, Daniele e Max; lo dimostra l'entusiasmo con cui presentano questo progetto. Un progetto che poteva essere anche un azzardo, e loro stessi ne sono coscienti: "Sì, è vero, poteva essere un azzardo, ma non da un punto di vista umano: sapevamo già che stare insieme ci veniva bene. Per noi, questo progetto era una grande scommessa, dal momento in cui siamo tre cantautori un po' 'attempati' e abituati ad un certo (il proprio) metodo di lavoro; e la scommessa, dal nostro punto di vista, è stata vinta. Pensando a quello che è successo ogni singolo giorno in studio di registrazione, possiamo dire che ognuno di noi esce da questa scommessa arricchito, quasi ringiovanito: abbiamo ritrovato energia e stimoli, imparando tante cose nuove, sperimentato. Avvertivamo l'esigenza di cambiare strada, di non ripeterci: il nostro è anche un messaggio politico piuttosto importante".



Per certi versi, pare di essere tornati ai tempi di "Banana Republic", il tour (poi divenuto un album dal vivo) che Francesco De Gregori e Lucio Dalla, accompagnati da un consistente gruppo di musicisti, intrapresero alla fine degli anni Settanta: "L'esperienza di 'Banana Republic', al di là della qualità infinita dei personaggi che ne hanno preso parte, è stata qualcosa di significativo soprattutto in relazione al momento storico in cui prese forma quel progetto: noi non volevamo ripeterne il successo, ma non neghiamo che la nostra ambizione era quella di dare alla luce un progetto quanto più simile a quello". E ci sono riusciti, Fabi, Silvestri e Gazzé, a mettere su una sorta di "Banana Republic 2.0"; "Il padrone della festa" è un album "corale", le cui lavorazioni hanno visto il trio di cantautori ospitare in studio amici e colleghi quali Paolo Fresu, Piero Monterisi, Roberto Angelini, Adriano Viterbini dei Bud Spencer Blues Explosion, Fabio Rondanini dei Calibro 35 e Jose Ramon Caraballo Armas della Bandabardò: "Un'atmosfera festosa ha pervaso l'intera lavorazione de 'Il padrone della festa', e volevamo che accadesse proprio questo", hanno dichiarato a Rockol, a tal proposito, Niccolò, Daniele e Max, "tra l'altro, la parola 'festa' compare anche nel titolo del disco, ma con un significato leggermente diverso: il padrone di quella 'festa' è il nostro pianeta, 'il sasso su cui poggia il nostro culo' (per citare una frase della title track)". E sempre parlando delle registrazioni dell'album, i tre cantautori hanno parlato a Rockol del tipo di sonorità che sono andati a ricercare con "Il padrone della festa" (spiegando anche cosa li ha spinti a noleggiare i microfoni con cui i Pink Floyd incisero l'album "The dark side of the moon" e il preamplificatore utilizzato dai Beatles negli Abbey Road Studios): "Proprio perché quella di dare alla luce questo album congiunto è stata una scelta anacronistica, abbiamo deciso di registrare il disco utilizzando strumenti decisamente vintage, come i microfoni dei Pink Floyd, il preamplificatore utilizzato dai Beatles e un telefunken : strumenti, tutti questi, i cui suoni, accostati tra loro, riescono a trasmettere un calore straordinario. Abbiamo optato dunque per una registrazione ben curata e siamo molto soddisfatti del suono di questo disco. Fondamentale, a tal proposito, è stato l'aiuto del fonico Gianluca Vaccaro, con cui ognuno di noi aveva avuto modo di collaborare, in passato. "'Il padrone della festa', per dirla in altre parole, non è un disco fatto con GarageBand", scherzano poi Niccolò, Daniele e Max, "ciò che volevamo da questo progetto era la componente ludica e giocosa del suonare insieme, mantenendo freschezza, originalità e voglia di fare".

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Un'atmosfera festosa caratterizzerà anche il tour di supporto all'album congiunto di Fabi, Silvestri e Gazzé: "Si tratta di una tournée nei palasport: non ci ricapiterà più di esibirci all'interno dei palazzetti. I concerti che compongono il calendario del tour ci vedranno celebrare un percorso fatto da un piccolo gruppo di persone di cui noi tre rappresentiamo gli 'uomini immagine'", ha spiegato il trio, "sarà una vera e propria festa che coinvolgerà noi e tutti i nostri collaboratori. Non suoneremo le cover di noi stessi, ma proporremo cose molto diverse rispetto a quelle che abbiamo proposto negli ultimi anni. Probabilmente non ci saranno ospiti: saremo ognuno ospite dell'altro. Ma nel caso in cui dovessimo ospitare qualche nostro amico o collega, vi possiamo assicurare che si tratterà di qualcosa di spontaneo, vero e non premeditato".



In chiusura, si apre una postilla sulla scorsa edizione del Festival di Sanremo (la sessantaquattresima - alcune voci, anche piuttosto insistenti, lo ricordiamo, volevano il trio in gara tra i 'Big' della manifestazione): "Chiariamo una volta per tutte la faccenda Sanremo 2014", hanno dichiarato i tre cantautori, "tutto è nato in seguito ad una nostra esibizione, in trio, al programma condotto da Serena Dandini. All'epoca, avevamo già in mente l'idea di dare vita a questo progetto e Fazio ne venne a conoscenza: è per questo che, qualche mese dopo quella nostra partecipazione al programma della Dandini, ci contattò per proporci di prendere parte al suo secondo Festival: avremmo potuto tranquillamente partecipare alla kermesse, ma quello che volevamo era che la nostra collaborazione non si limitasse ad una partecipazione a Sanremo. E l'intero progetto, quando arrivò la proposta di Fazio, non era ancora stato delineato".

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