Spotify, un blog per raccontare storie musicali basate su dati scientifici

Spotify apre al pubblico il suo grande archivio dati e lo fa con un blog, Spotify Insights, che promette informazioni interessanti sul mondo della musica trattate con un approccio scientifico ma anche divertente e divulgativo. Realizzato con la collaborazione del team di The Echo Nest, l'azienda leader nel campo della music intelligence e dei sistemi di raccomandazione che la società svedese ha inglobato la scorsa primavera, il "giornale di bordo" del servizio di streaming - ha spiegato a Billboard Eliot Van Buskirk di The Echo Nest - conterrà articoli basati su dati oggettivi ma anche sulle esperienze di chi ascolta musica nella speranza di diventare una fonte di consultazione costante per statistici, giornalisti e semplici appassionati. "Guarderemo a come la musica è cambiata nel corso del tempo, trattando argomenti vari, temi bizzarri e altri decisamente informativi sulle principali tendenze in corso".

L'intenzione, aggiunge Van Buskirk, "è di continuare a raccontare storie, pubblicando mappe affascinanti, infografiche e articoli più estesi di quelli che si trovano normalmente nel blog di una società. La maggior parte delle aziende non aprono ad esterni gli archivi interni di dati. Noi invece vogliamo trasformarli in gioiellini che intrattengano pur essendo scientificamente fondati".

Il primo post di Spotify Insights si intitola "Come la musica è migrata da Berlino, Londra e Parigi" e analizza in che modo i generi musicali che hanno avuto origine nelle tre città - ad esempio bass music e pub rock londinese , techno minimale tedesca e French Touch transalpino - si sono propagati nel resto del mondo. Uno dei prossimi - l'idea è di pubblicarne un paio a settimana - ha invece come tema la musica preferita da ascoltare in viaggio. "Noi stessi spesso non abbiamo idea di cosa finiremo per trovare finché non cominciamo a cercare", dice Van Buskirk. "L'intenzione è di essere rigorosi con i dati e di esporre la nostra metodologia, cercando di essere scientifici al massimo delle nostre possibilità e di raccontare il maggior numero di storie basate su fatti concreti".

    Spotify apre al pubblico il suo grande archivio dati e lo fa con un blog, Spotify Insights, che promette informazioni interessanti sul mondo della musica trattate con un approccio scientifico ma anche divertente e divulgativo. Realizzato con la collaborazione del team di The Echo Nest, l'azienda leader nel campo della music intelligence e dei sistemi di raccomandazione che la società svedese ha inglobato la scorsa primavera, il "giornale di bordo" del servizio di streaming - ha spiegato a Billboard Eliot Van Buskirk di The Echo Nest - conterrà articoli basati su dati oggettivi ma anche sulle esperienze di chi ascolta musica nella speranza di diventare una fonte di consultazione costante per statistici, giornalisti e semplici appassionati. "Guarderemo a come la musica è cambiata nel corso del tempo, trattando argomenti vari, temi bizzarri e altri decisamente informativi sulle principali tendenze in corso".

    L'intenzione, aggiunge Van Buskirk, "è di continuare a raccontare storie, pubblicando mappe affascinanti, infografiche e articoli più estesi di quelli che si trovano normalmente nel blog di una società. La maggior parte delle aziende non aprono ad esterni gli archivi interni di dati. Noi invece vogliamo trasformarli in gioiellini che intrattengano pur essendo scientificamente fondati".

    Il primo post di Spotify Insights si intitola "Come la musica è migrata da Berlino, Londra e Parigi" e analizza in che modo i generi musicali che hanno avuto origine nelle tre città - ad esempio bass music e pub rock londinese , techno minimale tedesca e French Touch transalpino - si sono propagati nel resto del mondo. Uno dei prossimi - l'idea è di pubblicarne un paio a settimana - ha invece come tema la musica preferita da ascoltare in viaggio. "Noi stessi spesso non abbiamo idea di cosa finiremo per trovare finché non cominciamo a cercare", dice Van Buskirk. "L'intenzione è di essere rigorosi con i dati e di esporre la nostra metodologia, cercando di essere scientifici al massimo delle nostre possibilità e di raccontare il maggior numero di storie basate su fatti concreti".

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