Presentate le chart AFI/M&D: 'Uno specchio del dinamismo delle indies'

?Zu & Co.

? di Zucchero (album), ?Left outside alone? di Anastacia (singoli), ?Buoni o cattivi? di Vasco Rossi (radio), ?Il sogno del gorilla bianco? dei Tre Allegri Ragazzi Morti (indies) e ?Take me to the clouds above? di Lmc feat. U2 (club) sono i numeri uno delle prima Hit Parade settimanale realizzata dall'AFI in joint venture con il periodico specializzato Musica e Dischi. ?Una classifica, o meglio un insieme di classifiche?, ha spiegato il presidente AFI Franco Bixio presentando oggi (28 maggio) il progetto, ?che, a differenza delle altre esistenti, riflette anche quanto succede nelle nicchie e nei piccoli segmenti di mercato da cui possono scaturire, a volte, anche grandi successi?. ?Senza nulla togliere all'attendibilità del lavoro che Nielsen svolge per conto di FIMI, serviva una classifica nuova che rendesse conto del dinamismo del mercato indipendente? ha aggiunto il segretario generale dell'associazione, Franco Donato. ?A causa del metodo di rilevazione prescelto, le charts della FIMI non permettono di misurare le vendite dei prodotti privi di bar code e distribuiti in canali diversi dai grandi negozi? ha sottolineato Donato, citando il caso del singolo sanremese di Piotta, ?Ladro di te?: ?Un disco che, in allegato al mensile 'Tutto', ha venduto 80-90 mila copie ma che in classifica non si è mai visto: anche per questo auspichiamo, in un prossimo futuro, charts che rilevino le vendite in edicola e attraverso Internet?. Mentre Eugenio Tovini, che con il marchio Dance Directory produce la classifica club oggi ?sponsorizzata? anch'essa dall'AFI, fa notare che ?l'esclusione dalle misurazioni Nielsen dei mix in vinile fa sì che questa settimana, nella graduatoria dei singoli FIMI, di un titolo da 3 mila copie come 'Flashdance' di Deep Dish non vi sia traccia?. .


I nomi di Nielsen e di FIMI aleggiano inevitabilmente nei discorsi degli artefici della ?nuova? Hit Parade (c'è anche Dario Amata di Charts Marketing Agency, che fornisce dettagli sui metodi di elaborazione), anche se Mario De Luigi, editore e direttore di Musica e Dischi, sottolinea di non voler alimentare ulteriori polemiche: ?Qualcuno ricorderà le reazioni irritate e aggressive che fecero seguito, due anni fa, a un nostro articolo che segnalava una strana anomalia verificatasi nelle charts della Nielsen (si trattava, allora, della ricomparsa sospetta di alcuni titoli ?vecchi? ad un anno esatto di distanza dalla prima apparizione in classifica: vedi News).

Io mi limito ad esprimere la mia soddisfazione per il fatto che, dopo 45 anni, le classifiche di Musica e Dischi sono finalmente riconosciute da un'associazione di categoria. Mi auguro non ci voglia altrettanto per ottenere una legittimazione anche dalle altre organizzazioni di settore. Aggiungo che la licenza d'uso delle nostre charts è a titolo gratuito perché il nostro obiettivo non è di natura commerciale, ma consiste nel fornire un servizio informativo al mercato e agli operatori. Furono gli esperti di Billboard, nel 1959, ad insegnarci come costruire le classifiche. Da allora, è vero, loro hanno cambiato metodo passando dalle interviste telefoniche alla rilevazione con lo scanner, come fa la Nielsen in Italia: ma vorrei far notare che Billboard, Nielsen e Music Control oggi appartengono tutti allo stesso gruppo multinazionale, VNU Business Media?. .

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