Renato Zero, ‘Faccia a faccia’ con i lettori di ViviMilano e Rockol

Renato Zero, ‘Faccia a faccia’ con i lettori di ViviMilano e Rockol
Si è svolto ieri, 25 maggio, il ‘Faccia a faccia’ di Renato Zero con i lettori di ViviMilano, cui hanno partecipato anche i navigatori di Rockol con le loro domande.
Accolto da un numeroso pubblico di "sorcini" e "zerofolli" (“quasi un titolo nobiliare”, spiegherà poi Zero), il cantautore si è concesso alle domande dei suoi fan e dei lettori di Rockol con la mediazione del giornalista Andrea Laffranchi.
Zero ha anticipato alcuni particolari del suo concerto allo Stadio San Siro di Milano (data di apertura del suo nuovo tour), durante il quale sarà accompagnato da un corpo di ballo, e ha raccontato alcuni aneddoti sulla sua vita.
“Da piccolo giocavo a calcio nel ruolo del portiere”, ha raccontato il musicista romano. “Un giorno ho preso una pallonata fortissima in viso e mi sono ripromesso di non rientrare più in uno stadio. E invece no, sono uscito dalla porta, ma ora rientro dalla finestra”.
Zero, “cinquantaquattro anni più gli straordinari”, ha parlato e scherzato per quasi due ore con il suo pubblico di tutte le età: dai bambini agli anziani. “Sorcina vecchia fa buon brodo”, ha detto il cantante ad una sua fan.
Il cantante ha ringraziato tutti i presenti per le emozioni che prova ogni volta che canta per il suo pubblico e ha parlato del suo futuro, in particolare del progetto a cui è più affezionato: Fonopoli, la città della musica che dovrebbe essere costruita nel quartiere della Magliana a Roma (vedi News). “Il sindaco Veltroni mi ha promesso di voler concludere il progetto Fonopoli entro la fine del suo mandato”, ha spiegato Zero. “Se alla fine non andrà in porto allora vorrà dire che tirerò fuori la testa e visto che da solo novecentomila voti li riesco a racimolare, poi li potrò barattare per avere quello che voglio”.

Il cantante ha ripercorso le fasi della sua vita in cui faceva il ballerino, portava in giro per l’Italia i suoi spettacoli col furgone "Orazio" e quando era il simbolo della trasgressione con i suoi vestiti ricchi di lustrini e piume. “Oggi, però, di quel tipo di trasgressione ne è zeppa la tv”, ha puntualizzato Zero. “La vera trasgressione ora è vivere una vita normale”.
Nei prossimi giorni pubblicheremo le risposte di Renato Zero alle domande dei lettori di Rockol.
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