'La EMI va avanti da sola': lo dice il top manager David Munns

La EMI non è in vendita, né ha intenzione di mettersi alla ricerca di un alleato con cui unire le forze per affrontare un mercato sempre più ostico e competitivo (si parlava di Warner...). Lo ribadisce David Munns, vicepresidente mondiale della major, in un'intervista al sito musicale americano HITSDailydouble: “Possiamo camminare sulle nostre gambe, abbiamo le dimensioni e le economie di scala per fare profitto” ha spiegato il braccio destro di Alain Levy, richiesto di un commento sulla fusione Sony BMG. “Personalmente”, ha aggiunto, “l'idea che le major si riducano a quattro non mi preoccupa affatto”.
Nel corso del lungo botta e risposta, Munns fa le sue previsioni sull'andamento del mercato discografico (“Negli Stati Uniti il fondo è già stato toccato, in Europa la storia cambia da paese a paese. L'Inghilterra è in buona forma, altri mercati meno: ma questo dipende dalla creatività quanto dalla pirateria”) e sulla ipotetica scomparsa dei negozi di dischi (“Non è una cosa destinata a succedere dall'oggi al domani. E' ancora difficile pensare di regalare un CD masterizzato alla mamma o alla fidanzata per il loro compleanno”). Poi commenta con soddisfazione i risultati finanziari della EMI e gli interventi di ristrutturazione (“Bisogna guardare al volume d'affari e non alle spese straordinarie. Stiamo usando una buona dose di buon senso: gli eccessi non mi sono mai piaciuti, non mi appartengono”) e conclude scommettendo sul successo della sua nuova nidiata di artisti: “Il prossimo nome da tener d'occhio è Houston. Gli Yellowcard esploderanno quest'estate e Joss Stone farà un botto col secondo album”.
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