Club Dogo, il nuovo album: "Siamo vaccinati contro le polemiche" VIDEOINTERVISTA

Club Dogo, il nuovo album: "Siamo vaccinati contro le polemiche" VIDEOINTERVISTA

Ragazzi si accalcano in piazza Duomo già all'ora di pranzo per poter incontrare nel tardo pomeriggio i Club Dogo ed avere una copia autografata del loro nuovo disco. Nella saletta riservata della Mondadori Guè, Jake e Don prima incontrano la stampa e rispondono per oltre un'ora alle domande dei giornalisti - Jake risponde guardando spesso lo struscio che si intravede dai finestroni che si affacciano su Galleria Vittorio Emanuele.

Un disco scritto per metà a Los Angeles dove la produzione li ha felicemente riuniti in un villone dove i tre hanno dato sfogo alla loro creatività. Ne è uscito questo “Non siamo più quelli di Mi Fist”, a distanza di due anni dall'ultimo disco in gruppo e ad uno dai rispettivi progetti solisti. “E’ un disco importante perché viene dopo un disco di grandissimo successo, quindi è stato un po’ come la prova del secondo disco. Ha dentro delle sonorità molto cross-over, c’è un po’ di trap, c’è la schitarrata, c’è il reggae e parti cantate con l’autotune. E’ un disco molto vario, più adulto dei precedenti. Ci sono dei momenti musicali e lirici molto nuovi per noi, ma allo stesso tempo mantiene degli episodi di crudezza  e di autenticità più relativi all’hip hop.”

“Abbiamo sempre fatto dischi che ci andava di fare in quel momento, fregandocene di quello che la “base” si aspettava da noi", spiegano. Ogni album rispecchia e riflette quando in cui è stato scritto. L'unica costante è che la situazione intorno a noi faceva tendenzialmente sempre schifo”.

 


 

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Per la prima volta niente ospitate di altri rapper: “Volevamo cambiare, abbiamo optato per collaborazioni insolite come Cris Cab e Arisa piuttosto che Lele Spedicato, il chitarrista dei Negramaro. Siamo consapevoli che saranno considerati da alcuni un valore aggiunto soprattutto se il disco andrà bene e da altri un compromesso col mercato. Siamo vaccinati contro certe polemiche. Piuttosto che riempire il disco con le voci di altri rapper, ci siamo concentrati un po’ più su di noi, sul nostro suono.” Fragili”, con il featuring di Arisa,  è il secondo estratto da questo nuovo disco, è una canzone che propone il gruppo in una nuova veste: “La ciclicità e la ripetitività nel nostro progetto ci sono ma non sono cose negative. Quando apprezzo degli artisti mi aspetto da loro una determinata cosa. E’ interessante maturare e fare una canzone come “Fragili” che è un pezzo un po’ differente, ma è chiaro che dai Club Dogo ti aspetti rime cattive, momenti zarri. E’ questo il nostro stile.”

Rispetto al fatto che ciascun membro dei Club Dogo abbia anche una carriera solista: “Noi siamo sia i Club Dogo però nell’ambiente siamo anche conosciuti come entità singole. Fare delle cose da soli invece che spezzare il gruppo lo rafforzano di più, perché comunque abbiamo fatto dischi di successo che hanno messo sul piatto più canzoni, più sonorità, che sono personali ma che comunque vanno a confluire nel gruppo.”

Prossimo passo Sanremo? Jake è categorico: “Mai, per me è roba da fine carriera, è uno spettacolo che non è mai cambiato, fiori...Nilla Pizzi.... Altri rapper hanno fatto scelte diverse e li rispettiamo, ma Sanremo non è decisamente nelle corde dei Dogo”

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