NEWS   |   Industria / 08/09/2014

Apple, le ultime indiscrezioni: rivoluzione 'streaming' con l'iPhone 6?

Apple, le ultime indiscrezioni: rivoluzione 'streaming' con l'iPhone 6?

Al di là dell'eventuale epifania degli U2, la cui corrispondenza di amorosi sensi con il marchio della mela è lunga e ben documentata, c'è una coté industriale ad oggi ancora poco indagata sul lancio del nuovo modello di iPhone che tra circa ventiquattr'ore terrà il mondo - o, almeno, la parte di esso che non ha problemi di carattere alimentare - con il naso attaccato allo schermo. Da sempre attentissima all'evoluzione del mercato - e di fatto la prima a intuire le potenzialità della distribuzione discografica "liquida" e a operarvi in scala industriale - è lecito pensare che Apple, oltre che a stupire il pubblico generalista con un nuovo look per il suo dispositivo di punta e con funzionalità potenziate, possa mirare a dare una svolta sul mercato che, nel 2014, sta facendo segnare la più netta crescita in ambito musicale: lo streaming.

Se, da un lato, in tempi recenti di iRadio - la prima piattaforma elaborata dalla casa di Cupertino - non si è sentito troppo parlare, solo pochi mesi fa ha conquistato le headline di tutto il mondo l'acquisizione, da parte del colosso californiano, di Beats, la società fondata da Dr Dre e Jimmy Jovine universalmente nota per le cuffie (alla moda, sì, ma secondo gli audiofili di qualità non eccelsa) ma proprietaria anche di una propria piattaforma streaming, Beats Music, lanciata solo lo scorso gennaio. La branca dell'azienda vanta, come chief creative officer, nientemeno che il frontman e leader dei Nine Inch Nails Trent Reznor: tuttavia, ad oggi, la sigla ancora fatica a decollare, restando relativamente lontana - come numeri - da quelli fatti registrare dai main competitor Spotify, Google Play e Deezer.

L'acquisizione di Beats da parte di Apple fece scalpore, dati i tre miliardi e 600 milioni di dollari passati di mano per chiudere l'operazione. Andando a fare i conti in tasca alla società un tempo guidata da Steve Jobs, però, l'acquisto pare poco più che una prudente mossa tattica. Il marchio della mela, ad oggi, può vantare una liquidità pari a 165 miliardi di dollari, con una capitalizzazione monstre pari a oltre 729 miliardi di dollari: fatte le dovute proporzioni, conquistare il controllo della società co-fondata dal già mentore di Tupac e Eminem è costato alla società oggi guidata da Tim Cook circa il 2,5% della propria liquidità.

Un'operazione, quindi, tutt'altro che azzardata, e che dietro i lustrini del fashion - Apple e Beats sono due marchi estremamente forti, specie nella fascia di mercato medio-alta - potrebbe nascondere un disegno molto più strutturato e ambizioso, ovvero quello di ridefinire gli equilibri di potenza sul mercato streaming mondiale, magari proprio partendo dall'iPhone 6. Operazione per la quale servono miliardi, know how tecnologico e un convincente compromesso tra spirito visionario e sano realismo. Tutte cose che Apple ha. E alle quali manca giusto una benedizione in mondovisione da una rock band di fama globale. Che - perché no? - potrebbe arrivare proprio domani...