Gene Simmons contro la discografia e il file-sharing: 'Hanno ucciso il rock'

"Il rock è morto, alla fine": è riassumibile in queste poche - e tristi - parole l'intervista concessa da Gene Simmons, il bassista dei Kiss, a Esquire; intervista nella quale Simmons ha criticato duramente l'industria musicale, affermando che chi pratica musica rock, oggi, non riceve lo stesso sostegno che gli artisti e i gruppi rock ricevevano dalle case discografiche negli anni Sessanta e Settanta. Proprio alle case discografiche, il musicista lancia una pesante frecciatina, accusandole di essere le responsabili principali della morte del rock: "Quando io ero giovane, una volta avuta la casa discografica dalla tua parte, questa ti avrebbe finanziato in tutto e per tutto, nei tour ecc.. Un'intera industria musicale era pronta per aiutare e sostenere i nuovi Beatles, i nuovi Stones, il nuovo Prince o il nuovo Hendrix. Oggi, le case discografiche esistono ancora, ma la loro attività di supporto si limita ad alcuni gruppi pop, rap e country. Ma per gli artisti che praticano musica rock, blues o soul, questa industria è morta. Il rock, alla fine, è morto".

In un secondo momento, poi, Simmons ha allargato la sua critica anche ai talent show e al file-sharing illegale: "La massa non riconosce che il condividere musica e scaricarla illegalmente è come rubare: così, se tu crei musica, non avrai nessuno che ti pagherà per le diecimila ore di lavoro che ci hai messo per creare quello che hai creato. Posso solo immaginare la frustrazione che ne consegue. Allora faresti prima a risparmiare tutto il tempo che ci hai messo per creare quello che hai creato per allenarti a cantare sotto la doccia e andare a fare i provini per X Factor. Non sto criticando aspramente X Factor o i cantanti pop. Ma dov'è il nuovo Bob Dylan? Dove sono i prossimi Beatles? Dove sono i cantautori? Dove sono gli autori? Molti di loro, ormai, si sono rassegnati e lavorano dietro le quinte, sostenendo gli artisti pop e scrivendo canzoni per questi ultimi".

Non è la prima volta che Gene Simmons lancia un'invettiva nei confronti del file-sharing; lo fece già nel 2010, quando - in occasione di un'intervista rilasciata al tabloid inglese Daily Star - dichiarò: "I fan che scaricano musica gratis sono responsabili dell’uccisione dei prossimi Kiss, dei prossimi U2 o dei prossimi Beatles. "E' un'idea immorale quella di condividere qualcosa che non si possiede. Sarebbe come dire che siccome condivido il tuo mezzo di trasporto poi ti rubo la macchina".

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